Recensione. Matteo. La regola dell’amico. The Holy Quaternary series • Volume 1

Niana Vinci

Pagine 329

CreateSpace Independent Publishing Platform

Prezzo 14,90 €, eBook formato Kindle 0,99 €

Agosto mi ha portato molte belle letture tra cui questa, di cui ringrazio l’autrice per avermi fornito una copia del testo.

Trama

Prendete 4 giovani ragazze belle ed esuberanti e 4 aitanti ragazzi affascinanti e pieni di testosterone, metteteli insieme in una casa, aggiungete il fatto che tra questi si trovano Celeste e il fratello Tommaso, che non si vedono da sette anni e Matteo, amico di Tommaso e per cui Celeste ha sempre avuto una cotta stratosferica.

Celeste, Diana, Eri e Mila sono costrette a vivere per un periodo nella stessa casa insieme con Tommaso e i suoi amici, Matteo, Christian e Julian. La convivenza si rivelerà a tratti burrascosa e complicata dalla forte attrazione che lega Matteo e Celeste.

Recensione

La lettura del libro è molto scorrevole e ho apprezzato l’alternarsi dei due punti di vista, quello di Matteo e quello di Celeste perché in questo modo abbiamo la possibilità di vedere uno stesso evento attraverso gli occhi di due persone differenti.

Questo e’ un aspetto della narrazione che amo perché ci fa riflettere sul fatto che spesso giudichiamo gli altri o una certa situazione sempre s solo da nostro limitato punto di vista, cosa peraltro legittima, ma non ci soffermiamo a pensare che il significato che noi attribuiamo alle parole o ai gesti non è lo stesso che attribuisco gli altri. È la mancanza di empatia che ci crea tanti problemi e finisce per scavare un muro tra gli individui.

Tornando al libro di Niana Vinci, devo dire che Matteo è proprio un bel tipo: il classico sciupafemmime che cambia ragazza ogni sera senza tanti problemi, ma che alla fine dimostra comunque di avere anche lui un cuore

Matteo era bruno, grosso e arrabbiato, gelido e scostante con me ma capace di accendersi come una miccia se si incazzava o se voleva farsi una ragazza.

[…] A me è sempre piaciuto Matteo. Ok, piaciuto non è il termine adatto. Me lo sarei mangiato a morsi. Mi faceva impazzire. Lui non se ne accorgeva nemmeno, ma mi aveva completamente in suo potere, mi bastava stare a tre metri da lui per perdere la facoltà di pensare lucidamente. Avete presente? Quando il solo pensiero che state per vederlo vi fa venire il mal di stomaco e quando finalmente siete vicine a lui vi sembra di essere ubriache fradice? Esattamente quella sensazione, e me la provocava senza degnarmi nemmeno di uno sguardo. La sua aura di pericolo e testosterone mi intossicava, gettandomi in uno stato a metà tra la disperazione e lo struggimento. Avevo sedici anni e stavo pensando di infilarmi nel suo letto e di legarcelo, quando mio fratello è partito e Matteo ha smesso di frequentare casa nostra.

La mia soglia di tolleranza alle donne è inversamente proporzionale alle ore dello stesso giorno che passiamo insieme. Inizio subito ad annoiarmi, e divento insofferente e poi sgradevole, per cui nel loro interesse le frequento per periodi limitati di tempo, e sempre per lo stesso motivo. Quello che più di tutto mi urta è la tendenza che hanno tutte di chiamare un’attività col nome di un’altra attività che con la prima non c’entra niente. Per esempio, scopare diventa stare insieme. Salti quantici che nemmeno in Star Trek.

[…] Celeste è sempre stata l’unica eccezione alla regola della mia tolleranza: non l’ho mai toccata nemmeno con un dito, e non ho avuto bisogno di passare con lei nemmeno un minuto per trovarla insopportabile. Mi basta guardarla. Mi urta il solo vederla da lontano. Non so in che altro modo descriverla se non dicendo che è una bambolina senza cervello. So che non è carino da dire, ma io non sono carino, e non mi viene in mente nessun’altra descrizione più calzante.

Celeste invece mi è sembrata molto matura per la sua età ed è dolcissimo il rapporto che la lega al fratello Tommaso, anche se sono stati lontani per sette anni sono sempre un punto di riferimento l’uno per l’altra: Celeste sa che può sempre contare sul fratello e lui la protegge con grande amore.

Ho sempre avuto ben chiaro in mente che tipo di uomo mi piace: in una parola, mi piace Matteo. E ho sempre avuto anche perfettamente chiaro che tipo di uomo non mi piace. Non mi piacciono gli uomini gentili, accomodanti ed educati. Quelli che sorridono senza motivo. Quelli che ti mettono su un piedistallo, e infatti ti trattano come se fossi fatta di vetro. Non mi piacciono gli uomini che pensano troppo, e che pensano troppo prima di dire quello che pensano. Quelli che ti rassicurano sempre: perché sono quelli che ti renderai conto di aver perso quando saranno già lontani.

È una ragazza che si porta dietro grandi traumi dovuti all’abbandono del padre quando era molto piccola e poi alla morte della madre, ma comunque è riuscita a crescere forte e indipendente grazie alla nonna e a Tommaso. Certo, Matteo rischia di mettere in crisi questo suo equilibri raggiunto con grande fatica ma si sa, al cuore non si comanda e neanche al corpo, perché quello che lega i due è anche e soprattutto una fortissima attrazione fisica, chiaramente percepibile nella casa dove convivono gli 8 protagonisti del libro.

Le scene di sesso si incastrano perfettamente nel racconto, non sono di cattivo gusto o eccessive, hanno quel giusto grado di piccante che rende la storia più interessante.

Insomma non vedo l’ora di leggere il secondo volume della serie che dovrebbe essere quasi pronto!

Dalla prefazione del libro

Il libro che avete tra le mani non è nato da un sogno meraviglioso, come Twilight, ma letteralmente da ore e ore passate a rigirarsi tormentosamente nel letto. Esatto. Questo libro è frutto dell’insonnia. Il primo capitolo è stato scritto alle cinque di una mattina d’Agosto, e per arrivare all’ultimo ho dovuto affrontare la tendenza che mi caratterizza in ogni attività della vita: quella di non finire assolutamente nulla. Per fortuna Celeste e Matteo non mi lasciavano dormire. Scrivere ciò che loro due dicevano e facevano dentro la mia mente è stato incredibilmente divertente. Spero con tutto il cuore che sarà altrettanto divertente per voi leggerlo.

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