Recensione. La settima lapide #libri_itineranti

Igor De Amicis

Dea Planeta

Pagine 409

Prezzo 16,00 €

La galera e’ galera. una considerazione del cazzo ma vera fino in fondo. Fino all’ultimo metro dei cortili di passeggio, fino all’ultima conta notturna, fino all’ultimo cancello che sbatte. Puoi appendere i poster con tette e culi alle pareti, fra Padre Pio e il papa, puoi giocarti a carte le solite cinque sigarette, frequentare il laboratorio di meccanica o parlare con gli assistenti sociali finché non ti si secca la lingua, ma è tutto inutile. La galera e’ sempre malamente. La galera e’ acciaio e cemento, corridoi al neon e puzza di cipolla, rumore di cancelli e chiavi, e tu che te ne stai lì ad aspettare che il tempo passi. I secondi, i minuti, i giorni … Gli anni.

L’iniziativa libri_itineranti mi ha portato a leggere questo testo che non conoscevo e che mi ha veramente entusiasmato.

Trama

Nel cimitero di un paese appena fuori Napoli vengono trovate 7 fosse scavate nella terra e altrettante lapidi ( di cui una già occupata da un cadavere) con i nomi di alcuni degli esponenti più in vista della malavita locale, fra cui quello di Michele Vigilante. Quest’ultimo è in carcere da vent’anni ed esce proprio nel bel mezzo della bagarre scoppiata per questa messinscena organizzata da un personaggio misterioso che hanno soprannominato lo Schiattamuorto. Il passato reclama la sua vendetta e Michele passerà prima da casa poi a Roma, attraverso Milano, Genova e infine Linz per regolare i conti lasciati in sospeso tanti anni prima.

Intanto le sei fosse vengono pian piano riempite mentre sul caso indaga l’ispettore Lopresti, uno sbirro sui generis con degli scheletri nell’armadio e il suo collega Corrieri, un imboscato e raccomandato che aspetta solo la pensione.

Recensione

Vigilante, detto Tiradritto, e’ un personaggio veramente intrigante, un guaglione che da giovane ha fatto un po’ lo smargiasso e non ci ha rimesso la pelle solo perché è stato messo in galera, trasferito spesso da una prigione all’altra per la sua indole ribelle e la sua tendenza a creare guai. In cella ha conosciuto un vecchio boss che gli ha trasmesso l’amore per la lettura e gli ha anche rivelato delle verità sconcertanti sui suoi ex compagni di affari. Michele ama quindi leggere e tra le sue letture troviamo Cuore di tenebra di Joseph Conrad  e L’uomo  che ride di Victor Hugo. È uno cresciuto per strada tra violenze e soprusi, che ha capito che il potere non serve a niente se non c’è  il rispetto e che il sangue si può cancellare, ma la paura rimane attaccata alle persone per sempre. Dopo venti anni di galera la sua vita non ha altro scopo se non quella di vendicarsi di chi l’ha fregato, per pareggiare i conti e poter finalmente riposare in pace.

Hai mai la sensazione di affogare? […] la sensazione che l’aria diventi pesante, densa, cattiva. Che ti riempia la gola, i polmoni, lo stomaco, schiacciandoti lentamente. Tirandoti giù, sempre più giù. E allora cerchi di risalire, di tornare in superficie per respirare, ma in realtà sei sempre lì, senza acqua in cui nuotare, senza alcun pozzo da risalire. Immobile, cerchi di capire cosa ti succede, ma non lo sai perché quello che vedi nello specchio ogni mattina non sei più tu. Non ti riconosci e non vuoi più farlo. Sei un’altra persona che si muove, parla, respira, e non sai cosa rimane di te, il bene o il male. La parte migliore che piange e soffre, o la peggiore che gode del dolore e cerca la vendetta. O forse restano entrambe, ma stavolta confuse, abbracciate, mischiate. Senza possibilità di capire. Capire se sei un uomo migliore o no. Senza la possibilità di comprendere se sei ancora un uomo. E nel frattempo continui ad affogare, a scendere nell’acqua densa che ti riempie e sbatte a terra. Sul fondo, su di un fondo buio e freddo. Sei fermo in mezzo alla tua vita, al centro di una stanza di cemento armato, che sprofonda inesorabile e tu con lei.

Ad inseguire Vigilante c’è Lopresti, un investigatore che in passato ha avuto qualche guaio e che non è molto benvoluto dagli altri colleghi. Costretto a lavorare in coppia con un collega che ritiene incapace, sarà piacevolmente sorpreso dalle sue capacità investigative… Lopresti è una persona molto impulsiva, un irruente che spesso agisce prima di riflettere, ma il suo istinto alla fine lo porterà sulla giusta strada. Ad un centro punto comincia a pensare che nella sua squadra ci sia una talpa, perché ogni volta che trovano una traccia importante, lo Schiattamuorto si trova sempre un passo avanti a loro e li precede nella sua opera di morte.

Lui e Vigilante hanno una filosofia diversa: Lopresti crede che in ogni uomo ci sia una parte buona e una cattiva mescolate, mentre Tiradritto, guardandosi allo specchio, non capisce più se sia rimasto in lui il bene o il male o se le due cose si siano mescolate.

[…] le cose non sono mai bianche o nere, qua da noi il colore predominante e’ il grigio, capisci a me. Come è vero che le persone non sono mai totalmente buone o cattive, sono persone punto e basta.

De Amicis, forse anche grazie al suo mestiere di Commissario capo di Polizia penitenziaria, è riuscito a creare un libro che trascina il lettore a seguire la storia con molta attenzione. È capace di portarci nella mente di Vigilante, di farci sentire ciò che prova e pensa un detenuto che per lungo tempo vive in una cella di pochi metri quadrati, ogni giorno vede solo uno spicchio di cielo, ha davanti a se’ un’eternità per rimanere da solo con i propri mostri. E poi una volta uscito che ne sarà di lui? Ci sarà ancora un posto nel mondo che potrà accoglierlo? Gli sbagli commessi sono indelebili, nonostante la galera e il pentimento?

Un libro che consiglio vivamente di leggere, perché a volte la galera non è solo quella in cui sono rinchiusi i detenuti che hanno commesso dei crimini, ma possiamo crearcela anche nella nostra vita quotidiana, pur rimanendo liberi di andare ovunque.

L’autore

Igor De Amicis è Commissario di Polizia Penitenziaria e ha scritto numerosi racconti presenti in diverse antologie e sul web, alternando storie per ragazzi a racconti e romanzi polizieschi. 
È coautore con Trisi Fiammetta e Raciti Annamaria del libro Il carcere aperto. Un bilancio sociale delle nuove modalità di esecuzione della pena (Galaad Edizioni 2014), e con Paola Luciani di Il mare quadrato (Coccole Books, 2014), Giù nella miniera(Einaudi Ragazzi, 2016) e Fugees football club (Einaudi, 2019).

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