#martediromance Recensione. A piedi nudi

Monica Brancato

Bookabook

Prezzo 12,00 €, eBook 6,99 €

Certo che essere scaricati è sgradevole, che domande, ma è inevitabile a volte, perché protrarre le agonie di certe storie è solo accanimento terapeutico, quell’amore malato non lo salverà nessuno, bisogna solo staccare la spina e andare avanti.

La rubrica #martediromance prosegue come ogni settimana con l’ultima mia lettura nel mondo delle storie d’amore.

Trama

Monica Brancato ci racconta la vicenda di Ludovica, una ragazza che lavora come guardia medica in Sicilia. È una donna che ha avuto tante storie ma tutte finite male, è una donna che ha imparato a valorizzarsi e ad amarsi per come è, vive con il trolley sempre a portata di mano, pronta a sfuggire da città e relazioni.

La sua vita si incrocia con quella di Peppe, barista e suo miglior amico, e Claudio, un professore tornato ad Agrigento dopo una storia che l’ha distrutto.

Recensione

I tre protagonisti del libro ci offrono una fotografia molto chiara dei trentenni/quarantenni di oggi: sono persone che spesso non hanno trovato un compagno/a ma non per questo hanno rinunciato al sogno di un grande amore, sono un po’ disincantati e cinici ma non hanno perso la voglia di sognare e sperare, hanno imparato dai loro errori e stanno bene anche da soli, coltivando le loro passioni (musica, lettura, viaggi) .

La lettura in particolare è un aspetto che hanno in comune Ludovica e Claudio. Lei porta sempre un libro con se’.

[…], pronta a fermarsi su una panchina ogni volta che ne avesse voglia ad affondare anima e corpo nelle vite dei personaggi che scivolavano sinuosi tra le righe di quelle pagine profumate di cellulosa.

Lui, professore di italiano e storia nel liceo dove un tempo aveva studiato Ludovica, è un lettore appassionato.

Quando leggeva appuntava sul taccuino che teneva sempre con sé le frasi che gli piacevano, non violava mai i libri, niente orecchie ma un segnalibro che altro non era una cartolina dell’arco dell’elefante di Pantelleria, niente spunte, né sottolineature, né tanto meno note di nessun genere, quando finiva di leggere non sembrava nemmeno fossero stati mai aperti quei libri. Una volta finito veniva riposto in una libreria enorme, di legno anche essa e ricavata in una nicchia naturale del muro, era di una precisione maniacale, li riponeva in ordine di altezza e di genere, era di un ordineai limiti dell’ossessivo anche nella vita.

Ho apprezzato anche l’ironia di Ludovica e il suo modo di giudicare le storie che ha avuto e i personaggi maschili che ha incontrato nella sua vita.

L’Alessandro in questione, soffriva di ben due gravi disturbi, comuni all’uomo del 21° secolo. La prima, elencata non in ordine di gravità, la sindrome della scimmietta: sostanzialmente che ne è affetto riesce a passare dei lustri con il proprio partner, anche se l’amore è finito da un po’. Il soggetto in questione non lascia mai, a meno che non intraveda un altro ramo al quale aggrapparsi, allora, e solo allora con un agile salto passerà da un ramo all’altro, proprio come una scimmietta, appunto. La seconda è la sindrome della quota cento, già teorizzata da G. Romagnoli nel suo “Senza Fine. La meraviglia dell’ultimo amore”, come sindrome di Barigazzi, in buona sostanza il totale della somma delle età di due partner non deve mai superare una soglia che viene fissata sotto i cento anni ma meglio ancora se rimaniamo di molto sotto, onde per cui all’aumentare dell’età di lui diminuisce quella di lei.

Queso libro fa riflettere sulle cadute che ogni giorno facciamo, sulla necessità di rialzarsi e andare avanti in qualche modo, senza farsi influenzare più di tanto dal passato, che ormai è andato e ci può dare solo degli insegnamenti, validi poi fino ad un certo punto per le situazioni future. Neanche concentrarsi troppo sul domani risulta producente, perché non siamo in grado di prevedere tutto quello che succederà, quindi è meglio restare saldi sul presente, sul qui e ora.

È quello che hanno fatto Ludovica, Claudio e Peppe con molto coraggio e dignità.

La Brancato ha scritto una storia con il cuore ed uno stile carezzevole e molto piacevole, frasi che scivolano veloci ma che lasciano un segno, una traccia profonda nell’animo di chi legge e ne può fare tesoro.

Scegliamo di essere dei fantasmi, o delle presenze, scegliamo di prendere la vita a morsi e gustarla o camminare ai margini della strada sfiorando di tanto in tanto l’erbetta che cresce agli angoli dei marciapiedi. Scegliamo di essere il tormentone dell’estate e quel riff che una volta ascoltato canticchi per una intera giornata ma che dura il tempo di una stagione, o scegliamo di essere una canzone di nicchia che sanno ascoltare in pochi ma che poi canti per tanto tempo e quando la dimentichiamo e torniamo ad ascoltarla dopo anni ci fa sempre piacere, anche se non ha più lo stesso sapore del primo ascolto, anche se la malinconia vince sul resto, anche se l’agrodolce è piacevole solo per poco, perché poi tutto sommato ti nausea. Scegliamo se essere i the giornalisti o Niccolò Fabi. Scegliamo se essere al centro del quadro o un dettaglio sullo sfondo.

Il libro è disponibile in prenotazione al seguente link

https://bookabook.it/libri/a-piedi-nudi/

L’autrice

Classe 1984, nata ad Agrigento, dopo gli studi liceali ha vissuto alcuni anni a Pisa dove ha cominciato gli studi universitari, che si sono conclusi a Palermo con la laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. Ad oggi svolge la professione di medico.
Da qualche anno scrive sul suo blog Mnemonicamente, collabora con una rivista che si occupa di tutto ciò che ruota attorno al Wedding Day e da qualche tempo cura la pagina dedicata ai libri della testata giornalistica on-line intreminuti.it. Sporadicamente ha collaborato col blog trentenni.it sul quale sono stati pubblicati alcuni suoi articoli.
Tra le ideatrici del gruppo di lettura Buk di Agrigento, è stata anche vincitrice delle prime due edizioni del Concorso letterario Racconti siciliani e della prima edizione del concorso Racconti d’Estate, indetti rispettivamente da Historica edizioni e Cultora.

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