#giovediconiclassici. Le città invisibili

Italo Calvino

Oscar Mondadori

Pagine 164

Prezzo 8,00 €

Luglio mi ha portato tante belle letture, tra cui la rilettura de Le città invisibili di Calvino con il GDL #LeggiamoCalvino.

Trama

In una cornice simile a quella delle Mille e una notte o del Decameron, Marco Polo descrive all’imperatore mongolo Kublai Kan le città che incontra lungo il suo cammino e insieme riflettono e discutono su molti argomenti.

Recensione

Che cos’è oggi la città per noi? Penso d’aver scorto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città.

Questa frase tratta da una conferenza tenuta dall’autore a New York nel 1983 sintetizza perfettamente il romanzo.

Calvino ha pubblicato nel 1972 una struggente storia d’amore per le città nel momento in cui esse diventavano più caotiche e ingestibili. Non ha descritto città reali o riconoscibili, le ha chiamate tutte con un nome di donna e le ha raccolte attorno a diversi temi: Le città e la memoria, Le città e il desiderio, Le città e i sogni, Le città sottili, Le città e gli scambi, Le città e gli occhi, Le città e il nome, Le città e i morti, Le città e il cielo, Le città continue, Le città nascoste.

È un libro che può essere letto tutto d’un fiato oppure assaporato lentamente, facendone decantare le parole, le immagini che evocano, le sensazioni profonde che suscitano.

Queste descrizioni potrebbero sembrare favolette della buonanotte per bambini, ma presentano al lettore dei punti di vista inediti e offrono spunti di riflessioni molteplici.

Con la sua innata leggerezza e maestria, Calvino ha realizzato un affresco potente e onirico della città postindustriale, prefigurando anche paesaggi e spazi che sarebbero risultati attuali anche negli anni a venire.

LA CITTÀ DI LEONIA RIFÀ SE STESSA TUTTI I GIORNI: OGNI MATTINA LA POPOLAZIONE SI RISVEGLIA TRA LENZUOLA FRESCHE, SI LAVA CON SAPONETTE APPENA SGUSCIATE DALL’INVOLUCRO, INDOSSA VESTAGLIE NUOVE FIAMMANTI, ESTRAE DAL PIÙ PERFEZIONATO FRIGORIFERO BARATTOLI DI LATTA ANCORA INTONSI, ASCOLTANDO LE ULTIME FILASTROCCHE CHE DALL’ULTIMO MODELLO D’APPARECCHIO

In queste parole riconosciamo l’orribile mania compulsiva dell’uomo contemporaneo di accumulare beni su beni, di comprare oggetti magari superflui, di sprecare e di gettare quello che ancora potrebbe essergli utile, e più spreca e più accumula immondizia che giace in una montagna immensa alle spalle della città, pronta a travolgerla da un momento all’altro, premuta da altrettante montagne di immondizia delle città vicine.

Un’altra città che amo particolarmente e’ Ottavia.

Ottavia è una città sospesa nel vuoto, dove tutto è appeso a fili, catene, passerelle ma non per questo la vita è più precaria di coloro che vivono con i piedi per terra, perché i suoi abitanti sanno benissimo quanto potrebbe costare loro mettere un piede in fallo.

Si potrebbe riflettere a lungo su ognuna delle città descritte da Marco Polo con quella leggerezza tipica dello stile di Calvino, cifra essenziale del suo modo di scrivere e di concepire un romanzo, come ho già avuto modo di sottolineare nella recensione su Lezioni americane.

Mi interessa anche attirare l’attenzione sui due personaggi della cornice: Marco Polo il viaggiatore e Kublai Khan l’imperatore.

I due all’inizio comunicano con i gesti: il veneziano mette in scena delle pantomime fatte di salti, grida di meraviglia e orrore, latrati e chiurli di animali oppure oggetti che il sovrano deve interpretare. Poi con il tempo Marco Polo impara la lingua dei tartari e le loro conversazioni si fanno più profonde, come quando Kublai Kan gli chiede se viaggiando guarda avanti o se ciò che vede è alle sue spalle.

Arrivando a ogni nuova città  il viaggiatore  ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.

[…] viaggi per rivivere nel tuo passato? […] viaggi per ritrovare il tuo futuro?

E la risposta di Marco:- L’altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.

Una lettura straordinaria, un gruppo di lettura che mi sta dando molto e che proseguirà ad agosto con Le cosmicomiche.

4 pensieri riguardo “#giovediconiclassici. Le città invisibili

  1. Buongiorno💙
    Di Italo Calvino ho letto solo la trilogia “I nostri Antenati”, e dei tre libri quello che ho preferito è stato “Il cavaliere inesistente”, ma anche “Il visconte dimezzato” non mi è dispiaciuto.
    Rachele⚜️

    Piace a 1 persona

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