GDL #mattonenontitemo. Il trono di spade vol. 1

George R. R. Martin

Oscar Mondadori

Pagine 425

Prezzo 12,00 €

«Mai, mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un’armatura, e non potrà mai essere usata contro di te.»

Benvenuti al primo appuntamento con il GDL #mattonenontitemo con il quale leggerò il primo volume di questa straordinaria saga.

Ogni settimana ci soffermeremo su 150 pagine e devo dire che le ho letteralmente divorate.

Ho visto la serie tv e l’ho adorata e questa lettura iniziale mi ha riportato proprio ai primi episodi.

Ho ritrovato tutti i personaggi amati e odiati: Eddard Stark integerrimo e giusto, la moglie Catelyn che non ricordavo così scontrosa nei confronti di Jon Snow, i loro figli Robb, impulsivo e coraggioso, Bran impavido arrampicatore, Arya ribelle spadaccina, Sansa che sapeva ricamare, danzare, cantare e scrivere poesie, Jon Snow il bastardo di casa Stark, i Lannister di Castel Granito, la perfida e bellissima Cersei, suo fratello gemello Jaime lo Sterminatore di Re, il Folletto Tyrion, i figli viziati e sfrontati di Cersei e re Robert Baratheon, e infine i Targaryen, la spaventata Daenerys promessa sposa a Khal Drogo e il fratello Viserys, desideroso di vendicarsi e riprendersi il Trono di Spade.

Su tutti incombe la minaccia degli Estranei con la descrizione dei quali si apre il libro.

Una sagoma alta, scavata, dura come vecchie ossa, la pelle livida che pareva d’alabastro. Ogni volta che si muoveva, la sua armatura sembrava cambiare colore: un momento appariva candida come neve appena caduta, il momento dopo era nera come una caverna. Il tutto andava a mescolarsi, a compenetrarsi con lo sfondo grigioverde degli alberi in un sinistro caleidoscopio che mutava a ogni passo, simile ai raggi della luna su acque agitate.

[…] L’Estraneo continuò ad avanzare senza rumore. Nella destra aveva una spada lunga, diversa da qualsiasi altra Will avesse mai visto. Nessun metallo noto all’uomo era stato usato per forgiare quella lama. No, nessun metallo, infatti: la lama era di cristallo. Pareva un’entità vivente, talmente sottile da svanire quando la si guardava di taglio. Emanava una luminescenza azzurra, un alone spettrale che si faceva indistinto ai bordi. E Will sapeva che quei bordi erano più affilati di quelli di qualsiasi rasoio.

I personaggi più interessanti secondo me finora sono Arya e Tyrion.

A Sansa era stato dato tutto. Arya era arrivata due anni dopo e forse, a quel punto, non era rimasto niente da dare a nessun altro. Spesso era così che lei percepiva le cose tra loro. Sansa sapeva ricamare, danzare e cantare, sapeva scrivere poesie e vestirsi, sapeva suonare l’arpa e perfino le campane tubolari. Sansa era bella, e quello era davvero il peggio. Aveva ereditato i raffinati zigomi alti di sua madre e i folti capelli ramati dei Tully. Arya, invece, aveva preso dal lord suo padre. I suoi capelli erano di un castano privo di splendore, il suo volto era allungato e austero. Jeyne Poole un tempo la chiamava Arya Faccia-di-cavallo, e nitriva ogni volta che la vedeva arrivare. La ragione? Era invidiosa del fatto che esistesse almeno una cosa che Arya sapeva fare meglio di sua sorella: andare a cavallo. Quello, più l’amministrazione della casa. Con i numeri, Sansa proprio non andava d’accordo. Se effettivamente avesse sposato il principe Joffrey, Arya poteva solo augurarsi che l’erede dei Baratheon disponesse di un bravo attendente.

Arya odia cucire o le altre incombenze tipiche dell’educazione di una fanciulla, preferisce andare a cavallo e combattere con la spada. Ha un rapporto molto forte con Jon che prima di andarsene verso la Barriera, ultimo avamposto prima del territorio abitato dagli Estranei, le regala una spada che lei chiamerà Ago.

Tyrion invece è uno scherzo della natura, un figlio odiato dal padre perché venendo alla luce ha ucciso sua madre, che ha imparato che anziché combattere con le armi dovrà farlo con la mente, è astuto e sottile ma anche dotato di un grande cuore.

E poi, seminascosto dal fratello, aveva visto l’altro Lannister: Tyrion, il più giovane della covata di lord Tywin e di gran lunga il più brutto. Tutti i doni estetici che gli dèi avevano concesso a Cersei e a Jaime, li avevano negati a Tyrion, il Folletto, un nano alto la metà del fratello, che arrancava per tenere il passo su gambette arcuate, deformi. La sua testa, sproporzionatamente grossa in confronto al resto del corpo, ospitava una faccia dai lineamenti brutali, rincagnati, quasi tenuta in ombra da un’arcata sopraccigliare sporgente. Aveva occhi di colori diversi, uno nero e l’altro verde, le iridi asimmetriche seminascoste da un ciuffo di capelli talmente biondi da apparire bianchi. Jon l’aveva fissato come ipnotizzato.

Il libro è scritto in modo molto coinvolgente, con capitoli dedicati ai vari personaggi, alternando così i loro punti di vista.

La serie è molto fedele al testo anche perché George R. R. Martin venne coinvolto come co-produttore esecutivo e sceneggiatore di un episodio per ciascuna stagione (eccetto per la quinta e la sesta).

Sarà proprio una bella lettura!

L’autore

Da Wikipedia

George Raymond Richard Martin(Bayonne, 20 settembre 1948) è uno scrittore di fantasy, di horror e di fantascienza statunitense. È famoso soprattutto per il ciclo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco; ha lavorato inoltre come sceneggiatore e produttore. Le sue opere sono solitamente firmate come George R. R. Martin. Martin è stato selezionato dalla rivista Time come uno dei “2011 Time 100″, una lista delle 100 “persone più influenti del pianeta”.

Martin vive a Santa Fe (Nuovo Messico). È un membro del Science Fiction and Fantasy Writers of America (di cui è stato direttore regionale dal 1977 al 1979 e vicepresidente dal 1996 al 1998) e del Writers Guild of America. Le sue opere sono state tradotte in tedesco, francese, italiano, spagnolo, svedese, norvegese, olandese, giapponese, portoghese, croato, russo, polacco, rumeno, ungherese, finlandese ed esperanto.

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