Recensione. Gocce di Mediterraneo. Scorci poetici

Sara Bortoluz

Santelli editore

Pagine 128

Prezzo 9,90 €

Per la #settimanaemergente e l’iniziativa #poesiesottolombrellone oggi vi propongo questa raccolta di poesie di una giovane autrice.

La raccolta è suddivisa in quattro sezioni: Arpeggi, Antichi miraggi, Colori e fragranze e Raggi di luna.

Nella prima la valenza musicale delle parole è fondamentale, nella seconda l’osservazione di scorci presenti rimanda ad un passato mitologico fantastico, la terza privilegia i sensi dell’olfatto e della vista, mentre l’ultima è dedicata alla luna, che tanti poeti ha già incantato.

Da Falò sulla spiaggia

[…] Veglia la luna su di noi…

il respiro del mare… il nostro respiro…

si congelano in vortici di sussurrate emozioni,

spirali d’argento donate per sempre all’eternità in una notte come tante sulla faccia del mondo mentre la musica dei millenni

suona instancabile sulla magica arpa

stellare lungo le luminose vie celesti.

Mare nostrum

Mare nostrum…

così ti chiamavano i Latini,

specchio d’acqua e sale tra le terre…

Mediterraneo che hai cullato le civiltà più belle…

Senza avarizia o parsimonia nei secoli tanto hai donato…

ai molti uomini e donne

che si sono affaciati alle tue sponde…

Hai spalancato il tuo cuore d’abisso,

I tuoi luminosi cangianti occhi blu

ad ispirare scrittori e poeti…

ad illuminare le menti di saggi e profeti…

a sostentare navigatori e pescatori…

a nutrire la fiaccola dell’amore al chiar di luna…

Mare nostrum,

sì, così ti chiamavano i Latini

perché del vasto Impero bagnavi i confini…

C’é chi t’ama e ti rispetta ma anche chi ti sfrutta e ti negletta…

Mare nostrum…

il mio cuore si rattrista lì sulla battigia

dove plastiche e bottiglie spiccano boriose tra le conchiglie

a ferire il tuo liquido corpo…

e quell’avida schiuma non delle tue onde s’aggrappa a soffocare i tuoi fluidi polmoni…

e poi quelle esuli reti che infide imbrigliano la tua anima imprevedibile…

Quante genti e culture differenti nella tua unica grande anima…

sei il mare tra le terre per i Latini e il mar bianco per le arabe e turche genti…

Ma sei sempre tu

e lo sei stato da millenni

mare nostrum…

Con le tue miti acque

e le tue dolci maree

dal mar di Marmara a Gibilterra

in ogni tua terra

a ballar sulle tue onde…

a scrivere canzoni…

a sussurrare amori ed illusioni…

Ma nei tuoi cangianti occhi blu s’annida

la tristezza al calar della sera

quando solo la luna appare sincera.

L’arte del vivere

Vivere è un’arte, un talento innato,

una propensione ad essere creativi…

non è semplice fluire… e neppure mero esistere…

ora lo capisco…

nei disegni della natura e negli schizzi del tempo, ora lo intuisco…

nel lento indugiare di un mite pomeriggio settembrino lungo vialetti di foglie secche disseminati, sui margini di antichi bastioni abbandonati…

quando ogni cosa assopita riposa

sulle note di un sonnacchioso ruscello di campagna.

[…] ogni cosa è semplice e spontanea nel suo esistere,

non è bene, non è male ma segue il vento della sua intrinseca natura…

tocca a te darle un destino, una pennellata, un tocco divino…

[…] Ed ora lo capisco, per vivere bisogna aver talento sempre e crederci in ogni momento.

Fuoco divino

Vivere…

questa è l’ardua e magnifica missione dell’intrepida umana stirpe…

Vivere…sì vivere…

Ma dove andare?

Cosa cercare?

Non è facile per il terrestre pellegrino

inseguire il suo cammino…

ogni essere, ogni elemento

ha il suo perché, il suo talento…

il vento soffia…

la pioggia bagna…

il sole illumina…

la luna solitaria brilla lungo i sentieri della notte…

Ma tu piccolo uomo, esule su un pianeta ignoto, chi sei?

Quale il tuo destino?

Sono inni alla bellezza del mare che i Romani hanno dominato e che ha riunito popoli diversi affacciati sulle sue sponde, un mare amato ma troppo spesso disprezzato e sporcato. Sono riflessioni sulla vita che non significa solo trascinarsi giorno dopo giorno, ma cercare di dare un senso a ciò che facciamo e che ci capita, vivere è un talento e bisogna saperlo sfruttare, crederci veramente e cercare la propria strada.

È una poesia ampia e maestosa, dal ritmo lento e solenne, con versi lunghi e avvolgenti che si snodano sinuosi e ammalianti, in un viaggio attraverso i sensi per i sensi, una poesia musicale e dolce, che incanta.

L’autrice

Sara Bortoluz è nata a Feltre (BL) nel 1990 dove vive tuttora. Laureata in Lingue e civiltà moderne e contemporanee presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e successivamente in Relazioni internazionali presso il medesimo ateneo, si interessa di tematiche legate alla cooperazione internazionale e alla diversità culturale. Ha pubblicato alcuni articoli in Sara Bortoluz è nata a Feltre (BL) nel 1990 dove vive tuttora. Laureata in Lingue e civiltà moderne e contemporanee presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e successivamente in Relazioni internazionali presso il medesimo ateneo, si interessa di tematiche legate alla cooperazione internazionale e alla diversità culturale. Ha pubblicato alcuni articoli in riviste e blog di attualità e in newsletter di ONG, come ad esempio Citizens Rights Watch di Londra. Alcuni dei suoi racconti e poesie sono apparsi su blog e in antologie di autori vari. Nel 2019 pubblica “Gocce di Mediterraneo” per la Santelli editore.

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