#larecensionedellunedi. Scacco matto Vostra Grazia

Rebecca Quasi

Dri editore

Pagine 496

Prezzo 3,99 €, gratis eBook Kindle unlimited

Ho divorato anche questo libro della Quasi, che ho avuto il piacere di leggere in anteprima grazie a Dri editore che me ha fornito una copia.

Trama

Percival Webster, settimo duca di Clarendon, si trova alla prese con una situazione alquanto spinosa: facendo visita alla sorella Caroline, moglie del duca di Rothsay, ritrova Emma, la figlia illegittima di quest’ultimo, sbocciata, alta, bella flessuosa, con due occhi da gatta che lo turbano.

Quegli occhi da gatta, quel verde torbido e limaccioso, le ciglia lunghissime, il rossore soffuso, quelle erano armi improprie…

Da piccola le aveva insegnato a giocare a scacchi ma quando prova a fare una partita con lei è diverso.

Lui le aveva insegnato con pazienza fin da piccina, le aveva svelato i trucchi, le strategie, le aveva spiegato quando sacrificare i pezzi e come prevedere le mosse dell’avversario, le aveva permesso di entrare nella sua mente ordinata, aprirne i cassetti e sbirciare dove nessuno mai aveva avuto accesso. E poi l’aveva sfidata da pari a pari.

[…] Ovvio, gliel’aveva insegnato lui che l’arte degli scacchi era fatta di pazienza, strategia, inganno, simulazione… seduzione. Vero, non aveva precisato che non avrebbe dovuto giocare con nessun altro, ma a lui sembrava scontato: erano intimi gli scacchi, due giocatori si leggono la mente sfidandosi, scrutano il pensiero e la psiche l’uno dell’altro, non è una cosa che puoi concedere a chiunque.

La ragazza è ormai in età da marito, ma anziché fare il suo debutto in società a Londra, va a Bath sotto la supervisione della zia di Caroline, Augusta. Nel frattempo Clarendon deve trovare una moglie e la sua scelta sembra ricadere su una donna scialba ma sicuramente adatta a ricoprire il ruolo di duchessa.

Il destino però ha riservato ben altri piani per Percival ed Emma.

Recensione

Questi due personaggi erano già presenti nel regency Dita come farfalle ma erano un po’ relegati in secondo piano, soprattutto Clarendon.

Ora la scena è tutta per lui: un perfetto gentiluomo, che conosce perfettamente le regole del Ton e sa quali devono essere le caratteristiche di una buona moglie che non crea troppi problemi. Quando ha a che fare con Emma però diventa imprevedibile, perde ogni compostezza e buonsenso, non riesce a non subire il suo fascino e a non innamorarsi di lei.

Emma è cresciuta moltissimo dal primo libro della Quasi, da bambina si è trasformata in una donna bellissima e intelligente, scaltra, battagliera ma sa quali sono i suoi limiti: sa benissimo che, nonostante la sua dote, sarà sempre la bastarda del duca di Rothsay, che le persone la tratteranno sempre come una persona di second’ordine e si prenderanno con lei delle libertà.

Tra di loro c’è sempre stata una grande intesa che con il tempo si è trasformata in un sentimento che Emma asseconda e Clarendon cerca di reprimere.

A voler essere del tutto onesti si trattava di una lunga partita a scacchi che avevano cominciato a giocare diversi anni prima in un momento imprecisato della loro storia. Pian piano i pezzi bianchi e neri erano stati sostituiti dal loro rimpiattino personale, una serie di fili dialettici aveva tessuto sentimenti, emozioni e ruoli, creando intorno a loro una ragnatela che li aveva legati in modo indissolubile.

La metafora degli scacchi è straordinaria per rappresentare una storia d’amore: ci si prepara ad approcciare l’altro disponendo i propri pezzi sulla scacchiera, si pianifica la strategia, si fanno le prime mosse e nel frattempo si cerca di prevedere quelle dell’altro, senza scoprirsi troppo, senza prestare il fianco ad attacchi mortali. Ma nel gioco dell’amore a volte trucchi e strategie non funzionano, dobbiamo abbandonare arroccamenti ed aperture e lasciarci traportare dal cuore, abbassando la guardia ed aprendoci al confronto in modo sincero e chiaro.

Clarendon ed Emma scopriranno che la strategia non conta quando c’è di mezzo il cuore.

Il primo romance che ho letto quest’anno è stato Dita come farfalle e mi ha conquistato, letteralmente: l’ambientazione, i personaggi, la storia.

Questo spin off è decisamente all’altezza del precedente: la trama intrigante, l’alta aristocrazia ritratta in modo impeccabile, con le sue ipocrisie e le sue regole non scritte, i due protagonisti con le loro schermaglie amorose.

Un regency davvero ben riuscito, disponibile dal 19 luglio, dopo pochissime ore si è piazzato in seconda posizione nella Top 100 di Amazon.

Potete acquistarlo a questo link:

https://amzn.to/2jSFupc

L’autrice

Dal comunicato stampa di Dri editore

Dopo le atmosfere uniche e impagabili de “La Governante” e lo straordinario successo del romance contemporaneo “Le Ali”, Rebecca torna allo storico e ci delizia questa volta con uno spin-off del meraviglioso “Dita come Farfalle”. Che resta, a nostro modestissimo parere, uno dei suoi lavori migliori.
Siete pronte a scoprire che tipo di gioco si instaura tra i protagonisti?

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