Recensione. Collaborazione. Dyphilleia. Solo l’amore può distruggere l’omofobia

Elia Bonci

Caravaggio editore

Pagine 144

Prezzo 10,90 €, eBook formato Kindle 0,99

Durante il Pride month non ho letto nessuno testo legato al mondo LGBT, ma l’ho fatto adesso, con questo libro che mi è stato gentilmente fornito dell’autore.

Un fiore bianco che a contatto con l’acqua diventa trasparente. Un fiore che, quando piove, si trasforma. Sotto la pioggia i petali di questo fiore sembrano trasformarsi in cristalli scintillanti. Per via di questa particolarità viene chiamato Skeleton Flower, cioè fiore scheletro, ma il suo nome scientifico è Diphylleia grayi. A chi è morto dentro: innamorati.

Trama

Duluth, Minnesota. Aiyana si risveglia dal coma, ma ha perso la memoria e solo grazie all’amore della nonna e di un infermiere, Ben, riuscirà pian piano a rimettere insieme i pezzi della sua vita: ricorda un nome, Selene, ma anche l’evento tragico che l’ha ridotta quasi in fin di vita.

Recensione

Aiyana si sente come una pagina bianca da riempire, non sa più chi è, che cosa è stata e vuole recuperare la sua vita.

[…] io voglio sapere tutto, dalle cose più stupide a quelle più complesse, a quelle che mi faranno sentire vuota, piena, innamorata, sola, distrutta. Non so neanche quanti anni ho…»

Si sente incompleta, le mancano dei prezzi del suo puzzle, voci e suoni che non sa se torneranno. Ad un certo punto cerca conforto tra le braccia di Ben ma si accorge che c’è qualcosa che non va.

E mentre per lui quel bacio era fuoco per lei era acqua. E mentre lui si sentiva come un mare in tempesta lei si sentiva un’arida giornata d’estate. L’aveva trovato quel bacio, per quanto l’avesse cercato e si era innamorato ancora. Per mille e più volte si sarebbe potuto innamorare di lei, della stessa donna, di quella donna. Aiyana fece scivolare via le sue labbra da quella morsa d’amore. Il cuore strepitava, urlava. Era improvvisamente triste. Sapeva che dentro di lei c’era solo un posto e che quel posto non era per Ben. Quel posto era già occupato, era già stato preso da qualcuno. Il suo cuore era già stato rapito, incantato. E quello che sentiva dentro era l’eco del cuore di chi la amava. Era un richiamo che le stava dicendo di tornare. Le stava dicendo che l’amava. E anche se lei non ricordava nulla, di questo era certa. L’unica certezza che ora aveva era quella di essere innamorata. Ecco cos’era quello strano rumore all’altezza del torace, suono di vetri rotti e ossa in frantumi.

Poi un nome compare nella sua mente e la porta alla ricerca del suo amore, Selene. Così scopre il significato della parola che si è tatuata , Mahpya che significa mare mentre Selene si è incisa sulla pelle mniwaka, cioè cielo, perché erano inseparabili proprio come questi due elementi. Riaffiora anche il ricordo di una poesia scritta per lei.

Sotto questa pioggia Che lieve bagna il mio amore Mi lascio Come corpo morto In preda alle intemperie In attesa di un tuo bacio.

Ma insieme a questi ricordi ne emergono altri più dolorosi.

Il libro di Elia Bonci è un libro sull’amore, che pretende e urla a gran voce mentre noi non lo ascoltiamo, sull’accettazione di se stessi e degli altri, sul coraggio di seguire il proprio cuore, sull’odio che uccide, ci annienta, ci distrugge.

Si può odiare l’amore? È l’odio che uccide, ci spella, ci sciupa, ci corrode le interiora. È l’assenza, il vuoto, la mancanza. Non l’amore, no. L’amore non può ferirci o l’avrebbero semplicemente chiamato dolore.

Indicativi sono i nomi delle due protagoniste: Aiyana, fiore eterno, nome deriva dalla lingua Dakota, originaria della cultura dei nativi d’America; Selene , deriva dall’omonima parola greca che designa la Luna e significa ente divino oppure luminosa, luce.

L’autore (tratto dal sito caravaggioeditore.it)

Era il 6 Aprile del 2017. L’allora “Valentina Bonci” ci aveva mandato un ordine di pubblicazione (sulla piattaforma & MyBook) per il suo libro “Diphylleia. Il Ricordo“, che poi abbiamo pubblicato. In pochissimo tempo l’autrice si è data da fare, attirando tantissime recensioni positive e dichiarazioni di sostegno nei confronti del libro, che già allora manifestava l’importanza del proprio messaggio e soprattutto la forza di chi l’aveva scritto, nonostante la giovanissima età.

La prima versione di Diphylleia

Elia Bonci e la sua battaglia

Non ancora sapevo che dentro Valentina in realtà abitasse Elia, il ragazzo che ora conosciamo, che pian piano sta facendo delle sue fragilità e dei suoi trascorsi dolorosi il suo punto forte. Elia ora è un ragazzo cresciuto, più consapevole, pieno di senso dell’umorismo e sensibilità, pronto a lottare contro ciò che l’ha ferito di più durante la sua esistenza: la paura del diverso.

Per questo, mesi fa, abbiamo deciso di offrirgli l’opportunità di ripubblicare il suo romanzo con la Caravaggio Editore: il suo libro, la sua lotta, lui… meritavano tutto il supporto possibile.


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