#ilthrillerdelvenerdi. Recensione. Collaborazione. L’ospite crudele

Rebecca Fleet

Longanesi editore

Pagine 380

Prezzo 18,60 €

Oggi per la rubrica #ilthrillerdelvenerdi vi propongo la recensione di questo libro, la cui copia mi è stata gentilmente offerta dalla casa editrice Longanesi.

Trama

Prendete il classico triangolo amoroso: Caroline, una donna ancora attraente, Francis, il marito in preda a depressione e schiavo delle pillole, Carl, il giovane collega di Caroline.

La storia tra Caroline e Carl non è destinata a durare, ma è bruscamente interrotta da un evento tragico.

Dopo qualche anno, la donna ha recuperato almeno in parte il matrimonio e si concede una breve vacanza con il marito approfittando di uno scambio di appartamento. Quello che trova nella casa che la ospita la sconcerta: sono tracce di Carl, i fiori, il suo dopobarba.

A che gioco sta giocando il suo ex?

Recensione

In un alternarsi molto serrato di racconti fatti attraverso gli occhi di Caroline, di Francis e della persona che si trova nella loro casa, assistiamo ad un crescendo di emozioni e di terrore.

Il racconto va avanti e indietro nel tempo, dal tradimento di Caroline, pieno di passione e adrenalina alla vita di Francis, che si trascina come uno zombie tra casa e studio, allo sguardo allucinato dell’ospite che distrugge le foto di famiglia tagliando via la faccia di Caroline.

Quest’ultima è quella che forse viene messa più a dura prova dagli eventi.

Ora provo soltanto un improvviso terrore claustrofobico al pensiero di essere intrappolata con mio marito per ben sette giorni in una casa che non conosco. Ogni ora trascorsa insieme sara` una potenziale mina che dovremo abilmente aggirare, evitando tutto cio` che potrebbe mettere in pericolo la tregua ancora fragile che abbiamo costruito a poco a poco negli ultimi due anni.

È una donna che non riesce più a stare con il marito, perso dietro le sue paure e le sue ansie, che ha bisogno di sentirsi amata e desiderata, che ha paura a lasciare il figlio con l’uomo che ha sposato perché non sa se è in grado di prendersene cura.

Francis è d’altra parte in balia delle sue emozioni e dei suoi umori altalenanti, tra ossessione e apatia, la sua attrazione malsana e regressiva verso cio` che non riesce ancora a relegare del tutto al passato, l’abuso di pastiglie che lo aiutano ad arrivare a fine giornata. È un uomo complicato ed esasperante, che si aggira come un fantasma nel mondo e suscita strane sensazioni in chi lo osserva.

[…] io diffondo una specie d’insoddisfazione opprimente e fastidiosa nei confronti del mondo, che richiama l’attenzione degli altri tirandoli per il cappotto e spingendoli a rivolgermi una seconda occhiata. In questo momento la mia aura e` alla massima potenza.

Poi c’è l’ospite che ha disseminato nel suo appartamento degli indizi per far perdere il controllo a Caroline, con il preciso scopo di punirla.

Di tutte le lezioni che potrei insegnarle, una delle piu` preziose sarebbe che il mondo non gira sempre al suo ritmo. Non tutto deve adeguarsi alle sue esigenze e riconfigurarsi intorno a cio` che e` meglio per lei. Lei non e` il centro esatto di nulla, se non della sua vita. Non e` immune a punizioni divine o tragedie, proprio come quelli che, secondo lei, gravitano intorno alla sua orbita. Caroline non ottiene sempre cio ` che vuole.

[…]Caroline sta dando voce a tutti i suoi dubbi e alla sua confusione, che pero` si basano su convinzioni e opinioni che si e` creata da se´, senza nemmeno fermarsi a riflettere. E` cosı`sicura di essere nel giusto, cosı` abituata a vedere il mondo attraverso il suo prisma personale, che non la sfiora nemmeno il pensiero che le cose potrebbero essere diverse da come appaiono.

Il punto attorno cui ruota tutto il libro è proprio questo: il fatto che le persone hanno una visione della realtà che è plasmata dalle loro convinzioni granitiche e solide. Nessuno si mette mai in discussione o crede che ci possa essere un altro aspetto della situazione da considerare, un altro punto di vista di cui tener conto. Tutto ruota sempre e solo attorno a noi e alle nostre incrollabili certezze.

Ma la realtà è così crudele da svelarci le menzogne a cui crediamo e di mostrarci il vero aspetto di ciò che circonda.

Uno stile rapido e veloce, un continuo avanzare per poi tornare indietro nel tempo alternando tre differenti punti di vista rendono il libro molto intrigante, tanto che si ha un desiderio incontrollabile di arrivare alla fine per scoprire che niente è mai come appare.

L’AUTRICE

REBECCA FLEET ha studiato a Oxford laureandosi in letteratura inglese. Vive a Londra e L’ospite crudele è il suo romanzo d’esordio.

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