Domenica recensisco. Collaborazione. Eterno contrasto, perfetto incastro

Serafina Lomaisto

Independently published

Pagine 148

Prezzo 9,90 €, Kindle unlimited eBook gratuito

Nuova rubrica settimanale! Non ci si riposa neanche di domenica: #domenicarecensisco.

Oggi vi propongo questo libro che ho letto grazie all’autrice che me ne ha fornito una copia.

Trama

La storia ruota attorno a 4 ragazzi: Gaia, Cristian, Emiliano e Massimo. Gli ultimi tre hanno uno studio di tatuaggi dove la prima inizia a lavorare come segretaria. Nel loro passato c’è un segreto: Gaia ha subito una tentata violenza da parte di Emiliano e nonostante questo è andata ugualmente a lavorare nel suo studio. Nel frattempo ha instaurato un legame speciale con Cristian.

Il segreto rivelato a Massimo e Cristian cambierà qualcosa nel loro rapporto con Emiliano? Lui e Gaia riusciranno a convivere fianco a fianco ogni giorno dopo quello che è successo?

Recensione

Il libro tratta una tematica molto delicata con un approccio lieve e sincero. La violenza verso le donne è sempre di più all’ordine del giorno nella nostra società: donne uccise da mariti o compagni gelosi, che non ammettono un no, un rifiuto; donne violentate per gioco, per divertimento, per vedere a che punto si possono spingere i limiti della decenza.

Nel testo della Lomaisto la violenza non viene portata a termine, ma comunque è descritta con molti particolari dal punto di vista di Gaia, pietrificata di fronte all’episodio, immobilizzata dalla paura, ma capace comunque di riconoscere negli occhi del suo carnefice una traccia di umanità. Soprattutto c’è il tentativo di negare quanto accaduto, almeno all’inizio, e di cercare di fissare l’episodio in un disegno, come mezzo per esorcizzare il terrore e per iniziare una nuova vita.

Nessuno lo avrebbe saputo, sarebbe stato il mio segreto per sempre, o quasi…

[…] Guardavo il foglio meravigliata di ciò che avevo fatto: una donna fenice chiusa su sé stessa e un uomo fermo in piedi, dal cui addome usciva un angelo che porgeva la mano alla fenice. Mi interrogai davanti a quel disegno. Mi chiedevo se l’angelo, rappresentasse la sua fragilità e il suo pentimento di quel ragazzo, le lacrime. In fondo non ero arrabbiata, ero solo diversa. Adesso mi sentivo più libera, più leggera e tranquilla. Cercai di analizzare i miei sentimenti e capii che la mia vita mi stava troppo stretta, era ora di cambiare. Quel disegno mi aveva aperto gli occhi, aiutandomi a capire, a guardare dentro me e a prendere una decisione: volevo trovare un lavoro. Volevo farlo per me, per essere indipendente, per imparare ad affrontare la vita da sola e, per non dover subire gli eterni interrogatori dei miei genitori. Interrogatori che ultimamente non sopportavo.

Gaia trova anche il coraggio di affrontare Emiliano e di perdonarlo, ma è lui che non riesce ad essere indulgente con se stesso. Il suo passato gli pesa troppo addosso e non riesce a scrollarselo dalle spalle, a superare l’eredità di violenza che porta con se’ e il rimorso per l’atto che stava per compiere.

Comunque si sentono entrambi in colpa:

Emiliano perché le aveva fatto del male, perché era diventato ciò che aveva odiato con tutto se stesso e perché aveva coinvolto anche i suoi amici che erano diventati anche amici di lei. La paura di averla esposta ad un’umiliazione generale, che l’avrebbe fatta chiudere in se stessa, lo tormentava. Gaia aveva perdonato quel ragazzo, ma aveva bisogno di tempo. Non lo odiava, anzi, se non fosse stato per quella sera, lei non sarebbe mai arrivata allo studio e non avrebbe mai conosciuto Cristian e Massimo. Ma l’inquietudine di aver provocato sensi di colpa troppo grandi per quel ragazzo così fragile, non le dava pace.

Nel romanzo ha un ruolo fondamentale anche Cristian, uno dei due soci e migliori amici di Emiliano.

Cristian era una persona solare, sorridente, comprensiva, era un’esplosione di vita.

[…] il dolore più grande era proprio quello sottopelle, un dolore che dà i brividi quando ci pensi e riempie di incubi la notte, un dolore che non lascia respirare senza che una lacrima sia pronta a scendere, un dolore che ti rovina l’esistenza, che ti fa chiedere anche a distanza di anni, perché si vive, un dolore profondo incalcolabile, che ti tormenta.

È un ragazzo altruista ed espansivo, uno che si fa in quattro per gli amici, che ha fatto molto per aiutare Emiliano, ma forse non tutto quello che avrebbe potuto o dovuto.

Le parole del titolo alludono probabilmente ai legami che a volte ci uniscono e a volte ci separano dagli altri: nessuno di noi è un’isola, siamo animali sociali, portati a convivere con i nostri simili per sopravvivere, per condividere esperienze, per crescere. Con alcuni è più facile incastrarsi, trovarsi, avere una buona sintonia, con altri ci sono scontri e contrasti, ma anche questo fa parte della vita.

Le voci dei quattro protagonisti si incastrano e si scontrano in una prosa equilibrata e chiara , creando una sinfonia che è la melodia della vita, con i suoi toni più o meno allegri, che accompagnano il nostro cammino ogni giorno.

La vita è come il diavolo, tenta, ma se non cedi alle tentazioni ne assumi il pieno controllo. Perciò vivo oggi come se non ci fosse un domani ma costruisco legami che sopravvivano nel tempo.

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