Nessuno può volare

Simonetta Agnello Hornby

Universale Economica Feltrinelli

Pagine 220

Prezzo 9,90 €

[…] da noi ognuno aveva le sue caratteristiche, mentali e fisiche – talvolta anche bizzarre- ma eravamo tutti uguali, e tutti ugualmente importanti. Ciascuno con il proprio ruolo.

Dopo Il tunnel di Yehoshua mi sono dedicata a questo libro della Agnello Hornby, acquistato durante l’ultima promozione della Feltrinelli.

Un altro libro sulla malattia, sulla sofferenza, sull’accettazione dei limiti del proprio corpo.

Trama

La scrittrice siciliana trapiantata a Londra ci rende partecipi del dramma che ha vissuti suo figlio George, affetto da una sclerosi multipla primaria e progressiva. La malattia non è stata oggetto di scene drammatiche o pianti disperati, perché nella sua famiglia si insegnava che bisogna sempre affrontare la realtà, di qualunque tipo sia, senza nasconderla o negarla.

Il libro si apre con la descrizione di un ritratto ottocentesco di un’antenata di nome Gesuela, dipinta in piedi con una strana posa a causa del suo piede caprino, cosa che non era stata minimamente nascosta. Anche la sorella e il padre dell’autrice erano malati rispettivamente di linfatismo e osteomielite.

La malattia del figlio viene vista come una sfida.

[…] la malattia non aveva spezzato le nostre vite: ciascuno di noi continuava a lavorare, aveva i propri impegni, partiva per le vacanze, faceva nuove amicizie. Era come una diga che costringeva a deviare bruscamente dal percorso, un tempo scorrevole e comodo. […] non possiamo volare, ma c’è tanto altro da godere.

La voce della scrittrice si alterna a quella del figlio, costretto ad abbandonare il suo lavoro nella City con il progredire della malattia, ad usare prima i bastoni e poi una sedia a rotelle per muoversi e a riprogrammare la sua vita, senza rinunciare a dei viaggi a Disneyland a Parigi, al Cairo, in Italia e in Spagna.

Il viaggio in Italia è molto dettagliato, con la visita ad alcuni dipinti a Palazzo Pitti tirati fuori dai sotterranei per l’occasione, o le difficoltà avute a Roma, che è una città che respinge più che accogliere i disabili.

Recensione

Fare i conti con la malattia non è mai semplice, fare i conti con una malattia che progredisce e peggiora giorno dopo giorno lo è ancora di meno. Si tratta sempre di avere un atteggiamento giusto di fronte ai problemi, accettandoli per quello che sono senza evitarli o cercare di ignorarli.

La famiglia della Agnello Hornby è stata esemplare nel sostegno e nell’amore che ha dato a George, forse perché è una famiglia dove prevale quella caratteristica tipica degli inglesi che li porta ad essere indifferenti al dolore fisico e a non parlarne, mentre i siciliani sembrano quasi amare il fatto di crogiolarsi nel dolore e di parlare di sofferenza, morti e malattie.

È stato il cielo di Londra a dare una risposta alle domande della scrittrice: perché proprio mio figlio? Perché lui e non io? Quando si è resa conto guardando il volo degli uccelli che tutti loro sanno volare ma nessun uomo è in grado di farlo, ha accettato la malattia di George come una sfida e ha capito che come nessun uomo può volare, così lui non avrebbe più potuto camminare, ma si sarebbe potuto godere la vita in altri modi che con il tempo avrebbero trovato.

Bisogna capire che tutto cambia, niente resta uguale a se stesso per sempre, è un continuo divenire e non si può restare fermi di fronte al cambiamento, occorre assecondarlo.

Per migliorare la vita dei disabili, e di noi abili, e vivere insieme, e fronteggiare le difficoltà – loro e nostre – dobbiamo anzitutto conoscerci e imparare ad accettarci. Buoni e cattivi, sani e malati, intelligenti e no.

Un libro che non si nasconde dietro falsi pietismi o autocommiserazione, ma che guarda in faccia la realtà con coraggio e determinazione e chiama le cose con il loro nome, con un linguaggio diretto ed efficace che va dritto al cuore del problema.

L’autrice

Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo e vive dal 1972 a Londra. Dopo aver ottenuto una borsa di studio presso l’università del Kansas, ha conseguito il dottorato in giurisprudenza e si è poi specializzata come avvocato minorile e giudice in Inghilterra , dove si era trasferita dopo aver sposato un cittadino inglese. E’ presidente del Tribunale speciale Educational Needs And Disability.

Ha fondato nel 1979 uno studio legale nel quartiere londinese di Brixton, che si occupa prevalentemente delle comunità immigrate musulmane e nere e che è stato il primo studio in Inghilterra a dedicare un dipartimento ai casi di violenza all’interno della famiglia. Ha insegnato Diritto dei minori all’universita di Leicester .

Ha preso anche la cittadinanza inglese.

Ha pubblicato La mennulara nel 2002, La zia marchesa, (2004), Boccamurata (2007) , Vento scomposto (2009) La monaca (2010), La cucina del buon gusto (2012), Il veleno dell’oleandro (2013), Il male che si deve raccontare (2013) Via XX Settembre (2013) e Caffè amaro (2016).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...