Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli

Chiara Moscardelli

Giunti editore

Pagine 312

Prezzo 14,90 €

Trama

Ipertimesia: è una condizione in cui l’individuo possiede una memoria autobiografica superiore, tale da permettere il ricordo di gran parte degli eventi vissuti nella propria esistenza. Teresa Papavero ne soffre ma non è una malattia, anzi è un dono che hanno solo 21 persone al mondo e che la aiuta a risolvere uno strano suicidio è una scomparsa avvenuti nel piccolo paese di origine dove si è rifugiata dopo tante delusioni.

Il primo caso in cui Teresa si imbatte è l’apparente suicidio di Paolo Barbieri, volato giù dal balcone mentre lei era chiusa nel suo bagno in preda ad una forte e improvvisa congestione. Il secondo è la scomparsa di una signora napoletana, Monica Tonelli, ospite del B&B in cui Teresa ha trasformato la sua casa di Strangolagalli.

Con l’auto del suo occhio particolare per i dettagli e il supporto di un affascinante poliziotto e di un ex fiamma che ricompare dopo 20 anni, la simpatica quarantenne risolverà i due misteri e farà cambiare idea alla gente sul suo conto.

Recensione

Avevo già avuto modo di apprezzare l’ironia della Moscardelli nel libro Volevo solo essere una gatta morta e questo appena letto ne è la conferma. Teresa Papavero è una mancata profiler cresciuta all’ombra del padre, uno dei più grandi psichiatri degli anni Ottanta e Novanta, si è laureata in Psicologia per seguire le orme paterne ma è passata solo da un lavoro precario all’altro e il padre pensa che lei sia una cretina. Traumatizzata dalla sparizione della madre che se n’era andata senza darle una spiegazione, Teresa vive nell’insicurezza e nella paura di non essere mai all’altezza delle aspettative altrui e perciò di deluderli. Così vive il suo rapporto con l’ingombrante padre e così ha vissuto la storia con Corrado Zanni, conosciti ad un master in Psicologia applicata all’analisi criminale è divenuto giornalista di punta della trasmissione Dove sei?, che piomba a Strangolagalli apparentemente per indagare sulla scomparsa della Tonelli, ma in realtà per parlare con Teresa.

Attorno alla protagonista ruota tutto un piccolo paese di provincia con i suoi divertenti abitanti, a partire dal sindaco e la figlia inguainata in improbabili mise leopardate, al prete al maresciallo alla parrucchiera all’amica del cuore di Teresa, Gigia. Un microcosmo dove tutti si conoscono e non si può sfuggire alle malelingue e alle chiacchiere.

Che cosa avrebbe fatto della sua vita ancora non lo sapeva, ma era certa che almeno a Strangolagalli avrebbe avuto un po’ di pace. A questo pensava mentre percorreva le viuzze di quella strana cittadina dalla forma circolare, annusando l’aria familiare, gli odori, riempiendosi gli occhi di immagini a lungo dimenticate. Non aveva idea di quanto si stesse sbagliando.

Teresa è perspicace, solare, un po’ pasticciona a volta, dotata di un gradevole senso dell’umorismo ma soprattutto è un’incompresa, che tutti sottovalutano e credono svampita, anzi proprio scema, primo fra tutti il padre, ma saprà farsi valere e dimostrare a tutti che si erano sbagliati e di gran lunga sul suo conto

[…] il bello della vita era ricominciare sempre e in ogni momento.

Di rado la vita ti concede un’altra occasione. Ma quando questo accade, devi essere in grado di coglierla al volo e, per quanto possibile, di rimettere le cose a posto.

L’autrice

Nata a Roma nel 1973, vive e lavora a Milano dove è responsabile editoriale della narrativa per Baldini+Castoldi.

Laureata alla Sapienza, ha esordito nel 2011 con il romanzo rosa semi-autobiografico Volevo essere una gatta morta, a cui hanno fatto seguito La vita non è un film, Quanto meno te lo aspetti, Volevo solo andare a letto presto e Volevo essere una vedova.

Ha lavorato per le case editrici Fanucci e Garzanti e collabora con l’inserto culturale de La Stampa Tuttolibri e le riviste Vanity Fair e Donna Moderna.

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