Il picnic e altri guai

Gerald Durrell

Gli Adelphi

Pagine 226

Prezzo 12,00 €

Venendo da una famiglia per la quale i libri erano un ingrediente essenziale del vivere, come il vivere, come l’aria, l’acqua e il cibo, è per me sempre motivo di sgomento constatare quanto poco il medio individuo sembri leggere o aver letto. Che i dittatori di questo mondo guardassero ai libri con diffidenza mi pareva significativo, perché i libri ti offrono una miriade di amici e maestri. Che i libri possano influenzare la gente lo sapevo: L’origine delle specie, Il Capitale, la Bibbia.

Trama

Ho letto questo libro con il mio GDL e ne ho tratto una piacevole impressione.

Il libro è composto da 6 racconti: Il picnic, Il viaggio inaugurale, Scuole di élite, Sesso a gogo, L’uomo della Michelin, La via d’accesso.

Nei primi due l’autore riporta con uno straordinario sense of humour due episodi vissuti con la sua famiglia: un picnic disastroso con tanto di nubifragio a bordo di una Rolls decappottabile e una crociera in Grecia a bordo di una nave fatiscente.

Nei racconti successivi lo scrittore invece rievoca dei ricordi personali, come l’esilarante incontro con una sua vecchia conoscenza a Venezia che lo trascina in un triangolo amoroso molto complicato, lo scalpore suscitato nel personale di un albergo da un’opera in 9 volumi sul sesso o uno straordinario pranzo in un hotel francese legato alla guida Michelin.

La Guida Michelin (detta affettuosamente”la Miche”) è per il viaggiatore e il buongustaio ciò che la Bibbia è per il cristiani, il Corano per il maomettano, e i detti del Buddha per una larga parte del mondo. Quando viaggi in Francia, ti è duce, mentore e amica. È piccola, rossa e grassottella; come tanti contadini francesi che ti accade di vedere, resi nel corso degli anni pingui e lustri dal buon cibo e dal buon vino. Entro la copertina purpurea sono racchiuse circa duemila schede di alberghi, pensioni e ristoranti, a rivelare i più riposti segreti.

Il linguaggio di Durrell è un tuffo nello humour inglese con digressioni descrittive molto dettagliate ed eleganti. Una descrizione di angoli dell’Inghilterra e della Francia davvero incantevoli.

Quell’anno l’Europa era sbucata da un inverno caldo e piovoso. Di conseguenza la Francia, paese bellissimo sempre, pareva un sontuoso ricamo acceso e splendente di fiori, con la campagna incantevole, variopinta come un uovo pasquale Faberge’. Era il tempo della senape e così ,andando verso sud, l’auto mi portava per stradine campestri che vagavano in un paesaggio giallo come un nido di canarini, un giallo delicato ma schietto. Io ero così ammaliato dalle siepi e dalle sponde coperte di fiori, dai vasti campi gialli di senape, dai tetti di tegole delle casupole, tersi e nitidi nel chiaro sole primaverile, che guidavo in una sorta di trasognato stordimento.

Durrell rende la visione dei paesaggi, la percezione degli odori e dei sapori delle esperienze straordinarie, ricorrendo alla sua straordinaria capacità di linguaggio, alla ricerca di parole che possano tramettere le sue sensazioni e i suoi stati d’animo.

Una compagnia gradevolissima per una lettura rilassante e divertente.

Ps nell’ultimo racconto sfioriamo il sublime del genere horror seppur datato.

L’autore

Gerald Durrell è stato un naturalista, zoologo ed esploratore britannico. Nato in India nel 1925, era l’ultimo di 5 figli e il fratello minore dello scrittore e poeta Lawrence Durrell.

I suoi scritti sono un mix di autobiografia e zoologia, caratterizzati dal frequente ricorso all’ironia, e soprattutto sono basati su esperienze personali. Gerald Durrell ci ha fatto scoprire la natura con passione, attraverso i suoi occhi di biologo naturalista , descrivendo con arguzia il mondo degli animali e quello degli uomini ed evidenziando gli aspetti deleteri dell’umanità. Si tratta così di un incredibile lavoro di scienza popolare.

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