L’irriducibile inconciliabilità dell’#essere ( o l’incredibile storia del giovane Tony Paguroni)

Simon Schiele

Independently published

Pagine 171

Prezzo 9,87 €

Questo libro è satirico. Ed è dedicato a te che vuoi diventare una star dei social.

Questo l’avvenimento iniziale di Schiele ai lettori per prepararli ad addentrarsi nelle avventure tragicomiche del suo libro.

Tony Paguroni è figlio del nostro tempo, un ragazzo che un giorno scrive una frase per caso su Instagram, travisando quello che gli ha detto il cugino, e si trova di colpo con 10000 follower e sommerso dai like.

Decide così di diventare un influencer, sostenuto anche dalla sua famiglia e dalla sua Professoressa di italiano che lo mette in contatto con un suo conoscente in RAI per partecipare ad una trasmissione televisiva. Ma la strada del successo è imprevedibile …

Tony è un ragazzo come tanti altri, ha 19 anni, frequenta il liceo con disinvoltura, è un trascinatore, uno che anima le feste, un giocatore che sa sempre cosa deve fare per vincere.

Piacente, ma decisamente non un bel ragazzo. Aveva il naso schiacciato, un po’ troppa peluria sul volto per i suoi diciannove anni e un colorito pallido che poco s’addiceva alle sue origini meridionali. Era alto un metro e sessantanove centimetri ma se glielo chiedevate si aggirava attorno all’uno e settantacinque. Si definiva “robusto”, e non “tozzo”, e vestiva ogni tipo di capo firmato presente sul mercato. Si faceva una lampada abbronzante alla settimana, che comunque non gli sortiva alcun effetto, andava in palestra a giorni alterni, e neppure quello gli sortiva troppo effetto, e una volta ogni due mesi andava al salone tatuaggi di Mimmo per farsi tatuare un nuovo tribale sul corpo.

Catapultato quasi a sua insaputa alla ribalta dei social decide di sfruttare la situazione, perché tanto ormai tutti fanno così, ma è consapevole del fatto che da solo non ce la può fare perché non ha una grande cultura, è uno che probabilmente alle interrogazioni si arrangia, che confonde le parole, scambia ammenda con merenda. Per questo trascina nell’affare suo cugino Simone, molto più istruito, convincendolo con l’idea di facili guadagni.

C’è bisogno di costruire un personaggio, un poeta che però non si inebria di tramonti e lacrime, ma che conosce la vita e dà consigli pratici, può trasmettere un messaggio alla gente che lo segue, sfruttando la stima incondizionata che è l’anima dei social, quel quid che ti fa apprezzare qualcosa anche se non c’è nessun motivo per farlo.

Come cantava Morandi: “Uno su mille ce la fa” e Tony in qualche modo riesce ad emergere, forte delle sue perle di saggezza e della sua filosofia di vita molto sbrigativa e pragmatica.

“Mi hai detto che la vita è come una palla da bowling.” Simone udì la frase e chiese perplesso: “E come?” Tony e il piccolo si guardarono a vicenda. Risposero all’unisono: “O colpisce tutti i birilli o non vale la pena di essere ricordata!”

Tony è un mascalzone simpatico, un sognatore che crede di arrivare al successo con quattro parole messe alla meno peggio su Instagram, con un selfie accattivante o con una festa pagata da mamma’.

Ma la vera vita non è dietro lo schermo dei cellulari, non la viviamo digitando freneticamente sulla tastiera e mandando in rete frasi strepitose o foto straordinarie. La vita richiede impegno e sacrificio, costanza e pazienza mentre le giovani generazioni sono attratte dal miraggio dei soldi facili, della fama affidate ai social e al numero di like sotto i post, cosa che devo ammettere ha una certa presa anche su utenti della rete più maturi.

Siamo così presi dalla nostra vita virtuale che ci dimentichiamo di stabilire e coltivare delle relazioni vere con le persone che ci circondano, ci nascondiamo dietro filtri e fotoritocchi, ci autoproclamiamo tuttologi e sproloquiamo su qualsiasi argomento.

Viene da pensare alle parole di Umberto Eco che affermo’ :” I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli“.

Questa triste verità è sotto gli occhi di tutti e non sembra che qualcuno vi abbia finora posto rimedio, per cui il nostro mondo è pieno di tanti Tony Paguroni.

Schiele ha scritto un libro divertente, specchio del tempo che stiamo vivendo, dando vita ad un personaggio simpatico e cialtrone, che accumula una gaffe dietro l’altra ed è quasi disarmante nella sua ignoranza. Lo stile vivace e i dialoghi frequenti fanno scorrere velocemente le pagine di questo testo che si è rivelato una lettura molto piacevole.

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