Linea di sangue

Angela Marsons

Newton Compton Editori

Pagine 386

Prezzo 12,00 €

Non potevo mancare all’appuntamento con il nuovo thriller di Angela Marsons e come sempre è stato un piacere passare del tempo con Kim Stone e la sua squadra.

Il ritrovamento di Deanna  Brightman,  vicedirettrice dei sèrvizi sociali di Dudley, mette in moto le indagini della detective fredda e razionale uscita dalla penna della Marsons, ma la sua lucidità viene duramente messa alla prova da una lettera ricevuta dalla sua nemesi, Alexandra Thorne, una sociopatica che Kim ha conosciuto durante uno dei suoi casi e che per poco non l’ha trascinata nel baratro della follia.

Il numero delle vittime su cui investigare sale a 3, dopo il ritrovamento di Maxine Wakeman, una tossicodipendente figlia di una nota psichiatra, e di Tommy Howard, un bambino di 7 anni. Tutte e tre i corpi riportano gli stessi tagli che hanno causato la loro morte, ma solo verso la fine si capisce il collegamento tra le vittime e il movente dell’omicida, spinto da un odio e dal desiderio di vendetta.

L’aspetto più interessante del libro e’ il rapporto che lega Kim ad Alexandra: le due si conoscono perfettamente e in particolare la seconda è un’abilissima manipolatrice, che ha fatto pratica sui suoi pazienti per affinare le sue tecniche di persuasione. Anche in carcere è riuscita a far fare ciò che vuole alle sue compagne di cella, ad una guardia e al direttore, rivelando una freddezza e una totale mancanza di scrupoli agghiaccianti. Kim e’ riuscita ad attirare la su attenzione perché rappresenta per lei una sfida, un’avversaria degna delle sue  capacità.

La prima volta che si erano incontrate era rimasta assai intrigata dall’oscurità emanata da quell’agente di polizia. Un’oscurità che aveva subito desiderato esplorare, svelare. E l’aveva fatto. Era già riuscita una volta a portare la detective Kimberly Stone ai confini della sanità mentale, ed era sicura di poterlo fare di nuovo.

La Thorne ama tirare i fili delle persone come fossero delle marionette inermi nelle sue mani, aveva capito perfettamente che gli esseri umani sono spinti ad agire dal senso di appartenenza e che si sentivano a loro agio solo quando sentivano di far parte di una collettività e che spesso non si accorgevano di quegli individui che li controllavano e approfittavano della loro vulnerabilità.

Kim Stone d’altra parte cerca di tenere il suo passato lontano dalla sua mente e dal suo lavoro, ma viene risucchiata indietro nel tempo dal terrificante piano messo in atto dalla sua rivale e per un attimo sembra vacilla e cadere nella sua trappola.

L’esperienza le aveva insegnato che la scontrosità e’ come una seconda pelle: ti cresce addosso per tenere fuori qualcos’altro . E di solito lo fa per un motivo ben preciso.

Anche stavolta un caso è stato risolto e un omicida è stato assicurato alla giustizia e la trama si è rivelata più ricca e intricata dei libri precedenti, supportata da uno stile accattivante e veloce.

Per  gli amanti dei thriller un libro da non perdere.

 

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