Sabbia nera

Cristina Cassar Scalia

Einaudi Stile Libero Big

Pagine 392

Prezzo 19,00

Entrando in biblioteca per restituite i libri presi in prestito, ho gettato uno sguardo sulle ultime novità e la mia attenzione è stata attirata da questa copertina. Ho letto poi la trama e ho deciso di prenderlo, decisione rafforzata anche dalla bibliotecaria che me l’ha consigliato come un romanzo veramente interessante.

Le aspettative sono state soddisfatte.

Giovanna Guarradi, vicequestore aggiunto della sezione Reato contro la persona di Catania, si trova a dover risolvere un classi cold case: il cadavere di una donna ormai mummificato ritrovato in un montacarichi in una vecchia villa in parte disabitata. La casa appartiene alla famiglia Burrano, una delle più in vista della città siciliana e più di 50 anni prima proprio in quella casa è stato trovato il cadavere di Gaetano Burrano, noto donnaiolo e uomo molto potente, del cui omicidio è stato incolpato il suo assistente, legato ad una locale famiglia malavitosa, gli Zinna.

Seguendo il suo istinto e con l’aiuto della sua squadra formata da Spano’, Lo Faro, Bonazzoli e Fragapane, e supportata da Patane’, un vecchio e arzillo commissario in pensione che si era occupato dell’omicidio Burrano, Giovanna detta Vanina riesce a sbrogliare una matassa davvero intricata di fili che sono rimasti intrecciati per decenni.

Sono una grande appassionata di gialli e thriller e questo libro mi ha colpito per la prosa asciutta e lineare, la trama strutturata e concepita in maniera ineccepibile, gli intrecci orditi dai colpevoli per coprire le loro tracce, la caparbietà e la pazienza degli inquirenti.

Di scenari raccapriccianti, nella sua carriera,il vicequestore Giovanna Guarrasi ne aveva visti assai: uomini incaprettati e bruciati vivi,cadaveri cementati dentro un pilastro,
gente sparata, accoltellata, strangolata e via dicendo. Ma l’immagine che le apparve quella sera si poteva descrivere solo con un termine, da lei vilipeso e definito “da romanzo gotico”.
Macabra. Abbandonato di sghimbescio
sul pavimento di un montavivande di un metro e mezzo per un metro e mezzo, giaceva il corpo mummificato di una donna. Il capo, con ancora i resti di un foulard di seta, era piegato a novanta gradi su un cappotto di pelliccia che copriva un tailleur dal colore indistinguibile; appese al collo, tre collane di lunghezza diversa. Sparsi attorno al cadavere, una borsetta, un beauty case di quelli rigidi che si usavano una volta, una bottiglietta di colonia senza tappo e una scatola metallica che aveva tutte le sembianze di una cassetta di sicurezza.

Anche Vanina è un personaggio ben costruito, con un passato che affiora a tratti, una riservatezza misurata e che le fa da scudo contro il dolore, come anche la sua passione per i vecchi film.

Magari era solo un moto d’orgoglio, perché l’indagine alla fine l’aveva chiusa una confessione e non il suo intuito sbirresco, ma non era soddisfatta come avrebbe creduto. Eppure margini di dubbio non ce n’erano.

Mi è mancato forse il ritmo sincopato di certi thriller nordici o di Angela Marsons, di cui sino una grande fan, ma questo è comunque un libro che consiglio di leggere.

Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Ha pubblicato per Sperling &Kupfer La seconda estate nel 2924 (Premio Internazionale Capalbio Opera Orima) e Le stanze dello scirocco nel 2015. Sabbia nera (Einaudi 2018 e 2019), il suo primo romanzo con protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi, ha conquistato lettori e critici. I diritti sono stati venduti all’estero e opzionati per il cinema e la tv. Sempre per Einaudi ha pubblicato La logica della lampara (2019).

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