La’ dove s’inventano i sogni. donne di Russia

Margherita Belgiojoso

Guanda editore

Pagine 291

Prezzo 19 €

Ho assistito alla presentazione di questo libro da parte dell’autrice e me ne sono subito innamorata.

La Belgiojoso e’ vissuta 11 anni in Russia dove, facendo delle ricerche per la sua attività di giornalista, ha scoperto delle storie di donne magnifiche che ha voluto condividere con il pubblico italiano, spesso completamente ignaro di ciò che accade nel Paese di Putin.

Il libro copre un arco di storia di circa due secoli e ci offre dei ritratti molto particolari di 16 donne, alcune più famose, altre sconosciute ai più, che affrontano gli stessi problemi delle donne contemporanee, come ad esempio la difficoltà di conciliare la cura della famiglia con il lavoro e la carriera. Molte delle donne di cui parla la Belgiojoso hanno raggiunto grandi obiettivi, tutto ciò che desideravano andando anche controcorrente, lottando per se stesse, a volte sacrificando la famiglia per realizzare i loro sogni.

Attraverso le pagine del testo, impariamo a conoscere delle donne forti e combattive, come Aleksandra Kollontaj, ministro per la famiglia e per la sicurezza sociale di Lenin, che

Aveva un modo di pensare austero, preciso, severo, in contrasto con l’aspetto straordinariamente femminile.

Aveva abbandonato marito e figlio per dedicarsi allo studio e poi all’attivismo politico e sapeva benissimo quanto fosse dura la vita della madre lavoratrice. Anzi credeva che una volta partorito, la donna dovesse affidare il figlio alla collettività, mantenendo con lui un rapporto speciale, ma sapendo che la sua educazione e il suo accudimento sarebbero ricaduti comunque sulla comunità di appartenenza.

Un altro ritratto che mi ha colpito molto e’ quello di Matil’da Kksesinskaja, la ballerina degli zar, amante di Nikolaj Romanov, il futuro Nikola II e figlio di Alessandro III. Pur essendo una star del balletto russo, non ne aveva il fisico: non era né alta ne’ slanciata, ma aveva delle gambe corte e muscolose. Nonostante questo

Quando si alzava il sipario e si spegnevano le luci, il contrasto tra il fisico poco leggiadro e l’espressione maliziosa creava un essere magnetico, un folletto sfuggente circonfuso di eros.

Ci sono poi Anna Achmatova, la Cassandra di Pietroburgo, una poetessa che aveva quasi a noia le sue poesie, perché erano piene di sospetto e di paura per un futuro oscuro con le quali aveva quasi l’impressione di presagire le disgrazie, di richiamarle  e di attirarle su chi la circondava; Svetlana Allilueva, la figlia di Stalin, che ha un ricordo di un padre dolce ed affettuoso, ma tre anni dopo la morte del dittatore cambia il suo cognome e nel ’67 abbandona per sempre la Russia; Ol’ga Berggol’c, la giornalista radiofonica di Radio Leningrado, che vive e lavora nella città durante l’assedio di 900 giorni perpetrato dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale e che, con la lettura di poesie e di discorsi patriottici, tiene in vita l’orgoglio dei cittadini, anche se nei suoi diari personali scriveva di non credere a quello che diceva alla radio.

L’ultimo capitolo, molto breve, è dedicato ad Anna Politkovskaja, una giornalista uccisa  per le sue idee e le sue battaglie, che la Belgiojoso ha anche incontrato personalmente e alla quale ha dedicato un ritratto diverso da quello delle altre per la sua vicinanza ai giorni nostri e la drammaticità della sua morte.

Dietro a queste grandi donne ci sono padri, mariti, compagni importanti,  come Andrej Sacharov, marito dell’attivista politica Elena Bonner, il padre del costruttivismo Rodcenko, marito dell’artista poliedrica Varvara Stepanova, il conte Nikolaj Seremetev, amante del soprano Praskov’ja Kovaleva.

Il titolo è un verso dell’Achmatova, dove il concetto di invenzione e’ strettamente legato a quello russo di fabbrica, perché allude alla durezza della vita sovietica e al fatto che proprio per questo servono dei sogni in cui credere per poter sopravvivere alla dura realtà, serve una via di fuga.

Un libro corale, dalla prosa serena e avvolgente, che ci porta nel cuore della Storia e per una volta ce la fa conoscere dalla parte delle donne, queste eroine silenziose e tenaci troppo spesso dimenticate e relegate ai margini del racconto storiografico.

 

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