La ragazza nella nebbia

Donato Carrisi

Longanesi editore

Pagine 262

Prezzo 14,90 €, eBook 9,99 €

Sono tornata a rileggere questo libro di Carrisi con grande piacere.

Ad Avechot, un piccolo paese fra le Alpi, l’agente Vogel ha un incidente stradale, non riporta alcun danno ma è sotto shock e la sua camicia è sporca di sangue.

Qualche mese prima era stato chiamato a risolvere il mistero di una ragazzina scomparsa proprio da Avechot e aveva trovato il colpevole, forzando un po’ la mano e incastrandolo con delle false prove.

Quando tutto sembrava essere andato per il meglio, una donna aveva però rivelato a Vogel che 30 anni prima da Avechot altre 6 ragazzine molto simili all’ultima vittima erano scomparse in circostanze misteriose e che le storie erano legate al misterioso “uomo della nebbia”.

Le cose precipitano quando il presunto colpevole viene liberato, Vogel viene allontanato dalla polizia e l’inchiesta viene riaperta.

Il finale è sensazionale, è uno dei tanti colpi di scena ai quali il pubblico di Carrisi è abituato, ma che risulta imprevedibile e lontano da ogni previsione.

Lo scrittore ci porta sempre a fare i conti con la natura malvagia che è propria dell’uomo.

E’ il male il vero motore di ogni racconto: gli eroi e le vittime sono solo uno strumento, perché ai lettori non interessa la vita quotidiana, hanno già la loro.

Quel male, che tanto ci atterrisce e quasi ci disgusta, fa parte di ogni essere umano, nasce con lui e mentre alcuni riescono a tenerlo a bada, a domarlo, altri lo lasciano fluire liberamente nel mondo e vi si abbandonano, dando vita alle azioni più efferate.

Carrisi anche in questo libro si rivela una grande architetto di parole: tesse la sua trama con impeccabile maestria, riesce a stupire il lettore e a tenerlo soggiogato alle pagine, lo rende impaziente di arrivare al finale e lo lascia poi con una sorta di amaro in bocca, perché anche se sappiamo benissimo che nel libro “ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale“, siamo anche consapevoli del fatto che quello che ci è stato appena raccontato si avvicina pericolosamente alla realtà, anzi che a volte la realtà supera la finzione letteraria.

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