Il bambino silenzioso

Sarah A. Denzil

Newton Compton Editori

Pagine 347

Prezzo 4,90 €, eBook 0,99 €

Cosa succede ad una madre che perde suo figlio quando aveva 6 anni e poi improvvisamente lo ritrova 10 anni dopo?

Emma Price abita nel piccolo villaggio di Bishoptown-in-Ouse, è la giovane madre di Aiden, un bambino vivace e intelligente, curioso e molto intraprendente. Durante una terribile alluvione il piccolo sparisce e, quando si ritrova il suo cappotto nel fiume, tutti lo credono morto.

Emma riesce a riprendersi faticosamente, supera il dolore straziante per la perdita del figlio e poi anche dei suoi genitori, si sposa con Jake, un suo ex insegnante e ha un buon lavoro, aspetta una bambina e pensa di aver ripreso il controllo della sua vita, fino a quando Aiden ricompare: ha 16 anni, è più piccolo di un ragazzino della sua età, è impaurito, disorientato e soprattutto non parla e rifiuta il contatto fisico con gli altri.

Nel piccolo villaggio inglese la stampa si accanisce su Emma, sul padre di Aiden, Rob, un militare, su Jake, sullo stesso Aiden, mentre la polizia cerca di scoprire che cosa è successo al ragazzo. Dagli esami medici, risulta che è stato tenuto in una stanza con poca luce, incatenato e violentato.

Emma cade in uno stato di disperazione atroce, si tormenta per ciò che è successo al suo bambino, sente che non può più fidarsi di nessuno e nello stesso tempo teme che non potrà più recuperare il legame con Aiden, che per lei e’ quasi uno sconosciuto, un perfetto estraneo di cui a volte ha paura.

Sarah Denzil è straordinaria nel catapultarci nella mente di Emma, ci fa sentire le sue paure, ci fa percepire tutta la sua angoscia, i suoi sensi di colpa, ci fa provare il suo terrore quando solo nelle ultimissime pagine la verità viene a galla, una verità atroce e devastante, da cui lei riuscirà a riprendersi ancora una volta.

Quando cadi e tocchi il fondo, una strana forza nasce dalla debolezza. Ci sono stati molti momenti nella mia vita in cui sono precipitata tanto in basso che non pensavo che sarei mai riuscita a risalire. […] si sbagliava su di me. Non ero un fragile uccellino che tornava sempre a farsi maltrattate. Non ero una persona che potesse essere spezzata ancora, e ancora di nuovo senza combattere.

Ultimamente sono stata attirata da thriller in cui dei bambini piccoli e innocenti sono vittime di rapimenti e maltrattamenti. È sempre difficile leggere queste pagine in cui gli esseri più indifesi e inermi del mondo, di cui i grandi dovrebbero prendersi cura, vengono trascurati, torturati, addirittura abusati senza nessuna pietà. Niente e nessuno potrà più cancellare dalla loro pelle quello che hanno subito, nessuna terapia potrà restituire la spensieratezza e la gioia che è stata loro negata, nessuno potrà ridare loro l’amore al quale sono stati sottratti.

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