Salto dimensionale

T.M. Nielsen

Pagine 365

Prezzo 10,39 €, ebook gratuito

In un’epoca storica indefinita, molto simile al Medioevo, Kyrin è un Evil, un essere malvagio che scappa da una dimensione all’altra per sfuggire agli Shadowmere, dei cacciatori spietati che l’hanno allevata, istruita nell’arte del combattimento e la vogliono usare come arma, dato che la ragazza è una delle poche persone che sanno ancora usare la magia, anche se questa è diventata illegale. Nella sua fuga, Kyrin capita a Valhara, un luogo dove non c’è siccità e la gente è gentile con lei. Qui regna lord Alric, cavaliere sacro e discepolo di Sithias, un Dio buono e misericordioso. Kyrin invece adora Daemionis, un demone dall’aspetto spaventoso che sfrutta i suoi seguaci per raggiungere i suoi obiettivi e non esita ad infliggere loro dei terrificanti dolori se non eseguono i suoi ordini.

Il libro si concentra sulla permanenza di Kyrin a Valhara e sui cambiamenti che avvengono in lei, causati dalla consuetudine con persone gentili e dolci. La ragazza è sconvolta dai loro modi e dalle loro usanze, perché finora è vissuta in un mondo fatto solo di violenza e sopraffazione, non ha mai conosciuto l’affetto di un altro essere umano, ha dovuto imparare prestissimo a difendersi per sopravvivere e ad uccidere per non essere uccisa.

Alric cercherà di rompere la corazza di odio e diffidenza che Kyrin si è costruita addosso, ma vi riuscirà solo in parte, perché le abitudini sono dure a morire e la ragazza è troppo abituata a non fidarsi di nessuno e a contare solo su se stessa.

Le parole di Kyrin erano un sussurro, cose che le avevano sempre detto tutti […]: “Non fidarti di nessuno, non lasciarti avvicinare da nessuno abbastanza da ferirti. Attacca senza pensarci e senza ragionare prima. Se imparerai a fidarti, imparerai il significato della parola umiliazione. Se ti temono, non cercheranno di avvicinarsi a te.”

Ho già avuto modo di dire che il genere fantasy non è il mio preferito, se si eccettuano Harry Potter e Il signore degli anelli. Ammetto che ogni tanto vi faccio un’incursione e spero di trovare una lettura che magari mi faccia cambiare idea sull’argomento.

Questo testo di T. M. Nielsen però non è riuscito a coinvolgermi più di tanto: l’unica cosa interessante è vedere la lenta metamorfosi che subisce Kyrin mentre vive a Valhara, le sensazioni che prova baciando Alric, la difficoltà che trova nell’arrendersi ai nuovi sentimenti che prova e che non sa come spiegare. Per il resto non c’è niente degno di particolare nota, anzi il racconto prosegue squilibrato, è lento in alcune parti, quelle che spiegano in modo dettagliato il soggiorno di Kyrin a Valhara, poi in altri capitoli la storia viene risolta in modo troppo frettoloso, saltando dei passaggi che magari avrebbero avuto bisogno di qualche particolare in più.

Potrei anche provare a leggere i capitoli successivi della saga, ma temo di continuare ad essere delusa dalla storia.

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