Se non ti vedo non esisti

Autore Levante

Editore Rizzoli

Pagine 377

Prezzo 17 €, eBook 7,99 €

[…] la verità è che quando l’universo sa cosa vuoi fa di tutto per aiutarti a realizzarlo.

Anita è redattrice in una rivista di moda molto affascinante, ammirata, elegante, spiritosa, colta, sposata con Jacopo, un uomo che la adora. Evidentemente tutto questo non le basta, non appaga la sua inesauribile sete di libertà e indipendenza, la sua ansia perenne che le parla attraverso le sue “mille me”. È così che nella sua vita entrano altri due uomini: Filippo, un fotografo che vive e lavora tra Roma e New York, incontrato su un aereo per la Grande Mela e per il quale Anita ha provato una passione intensa e travolgente destinata a finire ancor prima di nascere; Flavio, un personaggio che all’inizio è dolcissimo ma poi si rivela essere tutt’altro.

Anita si barcamena tra questi tre uomini e le sue certezze, già minate da un’inquietudine senza fine, svaniscono e la mettono ancora più in crisi.

Io, infelice all’interno di un patto matrimoniale con un uomo splendido del quale non ricordavo come e perché mi ero allontanata; io che gridavo ai quattro venti che l’unica persona con la quale mi sarei vista invecchiare ero sempre io; io che esigevo indipendenza e solitudine e che al solo pensiero di una casa in cui dover tornare, affollata, chiassosa e piena di persone alle quali dare spiegazioni su di me e sulla mia vita, insomma al pensiero di una famiglia, di un nucleo che includesse altri oltre me, mi sentivo morire di claustrofobia, incastrata in un ascensore che non riesce più a scendere o salire. Conoscevo gli abissi e mi ero ripromessa di non tornarci, non me lo potevo permettere più.

Anita soffre della sindrome di Peter Pan, annaspa nella sua vita sentimentale senza trovare una soluzione, in bilico fra diverse scelte, incapace di prendere una decisione, di affrontare le sue responsabilità e quando crede di aver toccato il fondo, si accorge che è capace di scavare ancora di più.

Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui le scelte che facciamo sono il prodotto di una somma di emozioni, alla quale sottraiamo il buonsenso, moltiplichiamo per l’egoismo e dividiamo in parti uguali per tutte le volte in cui il risultato finale è lo stesso ed è sbagliato.

Levante usa un linguaggio avvolgente, ricco di metafore leggere ma molto pregnanti al tempo stesso, dando vita ad un racconto che ti costringe a fermarti quasi ad ogni periodo per l’originalità dei concetti che esprime, perché riesce a dar voce ai dubbi e alle ansie che occupano il cuore di molte persone, ti spinge in continuazione a riflettere su quello che leggi, a sottolineare, a lasciar decantare le parole, a completare i suggerimenti e i pensieri della protagonista con altri legati al proprio vissuto. Forse queste numerose paurose obbligate sono troppe e la storia e lo sviluppo dell’intreccio ne risentono un po’.

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