Il Profumo

Autore Patrick Suskind

Editore Longanesi

Pagine 259

Prezzo 17,60 € eBook 7,99 €

ISBN 9788830405875

Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte, ecc., oggi è caduto nell’oblio. non è certo perché Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri, immoralità, empietà insomma, bensì perché il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.

Comincia così questo libro straordinario che narra la storia di un personaggio nato e cresciuto nonostante tutto e tutti: nessuno vuole Jean-Baptiste Grenouille a partire dalla madre, che lo partorisce sotto un banco del pesce al mercato e lo avrebbe lasciato li’ a morire se il pianto del neonato non avesse attirato le attenzioni dei passanti, poi la balia che viene pagata per allattarlo lo rifiuta perché il bambino non ha l’odore che dovrebbe avere un neonato. Accolto in un convento, viene in seguito affidato alle cure di Madame Gaillard, una donna dal cuore arido, sopravvive a molte malattie, resiste agli stenti, ha bisogno di poco cibo, fa a meno di tenerezza e amore. È come una zecca, che cresce piano piano, chiuso in se stesso e aspetta un animale a cui attaccarsi e di cui succhiare il sangue. Parla pochissimo e pronuncia solo le parole legate ad oggetti, persone o animali che lo colpiscono per il loro odore. Rivela fin da piccolo una straordinaria memoria olfattiva e crea dentro di se’ un gigantesco vocabolario di odori che accumula nell’area olfattiva più grande del mondo, Parigi. Un giorno, nei suoi vagabondaggi attraverso i vari quartieri, avverte un profumo meraviglioso e dopo aver scoperto che appartiene ad una giovane ragazza, la uccide dopo averne bevuto avidamente l’odore. Da quel giorno il suo scopo nella vita è quello di rivoluzionare il mondo dei profumi grazie al suo raffinatissimo naso, alla sua straordinaria memoria e all’odore modello della ragazza che ha ucciso, la quale aveva tutte le qualità che un grande aroma dovrebbe possedere: delicatezza, vigore, durata, varietà e una spaventosa e orribile bellezza. È così che lascia il suo lavoro presso un conciatore e passa a fare l’apprendista presso un famoso maitre parfumeur, Giuseppe Baldini, da cui impara i segreti della distillazione che gli servono per carpire la loro anima alle cose. In seguito a Grasse si impadronisce dell’arte della macerazione dei fiori e dell’enfleurage, una tecnica estrattiva che permette di trattare a freddo i fiori delicati come le rose, i gelsomini, le tuberose e le violette. Ed è proprio a Grasse che ritrova un odore simile a quello della ragazza ucciso tanti anni prima a Parigi e progetta di farlo suo, di staccarlo dalla sua pelle per farne il suo profumo.

Il libro ha una potenza incredibile: tutto è perfetto, a partire dal linguaggio, dalla ricchezza dei termini usati per indicare gli odori, che di volta in volta sono definiti come esalazioni, fetori, aromi, essenze, fragranze, aliti. Straordinaria è anche la varietà di aggettivi o espressioni riferiti ai profumi, come dolorosamente intenso, acre, rarefatto, insipido, sovraccarico, opprimente e così via.

Un linguaggio così prezioso e ricco è stato inoltre usato per raccontare una storia sconvolgente nella sua crudezza, devastante per l’odio che anima il protagonista e lo spinge a detestare i suoi simili con tutta la sua anima. Grenouille è un serial killer ante litteram, la sua mente è stata segnata da tutti i rifiuti che ha dovuto subire, in particolare da coloro che avrebbero dovuto amarlo ed accudirlo con affetto e dolcezza, come ad esempio la madre o la balia. È un ragazzo cresciuto nell’indifferenza degli altri, una persona priva di odore e che perciò non attira l’attenzione di nessuno. Se da un lato questo passare inosservato gli ha permesso di perseguire indisturbato i suoi scopi, dall’altro lo ha privato del contatto con gli altri essere umani, ne ha sviluppato il lato più asociale del carattere e lo ha spinto a compiere degli omicidi senza provare il minimo rimorso.

Il lettore vede il mondo attraverso lo sguardo straniante di Grenouille e non può fare a meno di provare una certa inquietudine per i pensieri concepiti dalla sua mente malata, ma nello stesso tempo l’intreccio è così sapientemente orchestrato e le parole sono così ammalianti che si rischia di rimanere quasi invischiati nel racconto e portati dalla parte del protagonista. È come se si comprendesse perfettamente la gravità delle sue azioni, ma in un certo senso lo si ammira per la sua visione della vita. È il fascino del male che sottilmente parte da Grenouille e si insinua nel lettore quasi a sua insaputa.

Un libro meraviglioso, incantevole e angosciante al tempo stesso.

“Gli uomini possono chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non possono sottrarsi al profumo. Poiché il Profumo è  fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo  scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal  disprezzo, il disgusto, dal piacere, dall’amore, dall’odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.

Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza , del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi.

Un pensiero riguardo “Il Profumo

  1. Lessi questo libro a puntate. Usci come inserto con il quotidiano. In quel periodo dovetti andare a studiare a Weimar e così me lo comprò un caro amico, tutti i giorni per settimane e settimane.
    Tornando a casa trovai una vagonata di giornali…lo lessi con avidità. Fu una folgorazione.

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