Firmino. Avventure di un parassita metropolitano

Giulio Einaudi Editore

Collana: Einaudi, Stile libero big

Pagine 179

Prezzo: 14,00 €

EAN 978880619287

Savage non è l’unico che ha messo un topo al centro della sua creazione artistica. Dalla favola de Il gatto con gli stivali a Mickey Mouse, da Stuart Little alle mille avventure di Tom e Jerry o di Geronimo Stilton, la lista è molto nutrita, ma l’autore di questo agile libro di sole 179 pagine ha creato un personaggio diverso dai suoi precedessori.

Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta, più precisamente all’1,42 del 9 novembre 1960. Non riuscendo a farsi largo tra i suoi numerosi fratelli per poter essere allattato, comincia a mangiare i libri che lo circondano. Pian piano però Firmino fa una scoperta strabiliante: preferisce leggere anziché divorare le pagine e così comincia a viaggiare con la fantasia. Inoltre, nota che ogni libro ha un sapore diverso, dolce, amaro, aspro, agro, rancido, salato e il sapore di ogni pagina, frase e parola gli suscita delle immagini di cose che non ha mai conosciuto direttamente: grattacieli, spiagge, foreste.

Non ho potuto girare granché il mondo cosiddetto “reale”, ma con la testa ho viaggiato moltissimo, spingendomi con i pensieri ovunque. Una volta, in una di queste sortite, ho conosciuto in un bar un uomo che mi ha raccontato una storia accadutagli a Berlino, quando era ragazzino, proprio alla fine della guerra. La Seconda Guerra Mondiale.

Il testo si sviluppa attraverso una prosa molto ben articolata, che denota l’ottima padronanza di linguaggio del topo letterato e con leggerezza ed un’ironia dolente racconta in prima persona le vicende di un animaletto che alla fine si rivela molto “umano”, perché prova gli stessi sentimenti che provano gli uomini, delusione, malinconia, tristezza, speranza e si interroga come facciamo noi, ponendosi le nostre stesse domande.

Pensavo: È mai possibile che io, a dispetto delle apparenze tutt’altro che promettenti, abbia un Destino?

Firmino, questo topo divoratore di libri, prima letteralmente e poi solo metaforicamente, suscita tanta tenerezza e anche un po’ di simpatia, perché lo sentiamo vicino per i suoi slanci emotivi, per la sua disarmante fragilità, per la sua innata sensibilità, per il suo grande cuore che lo rende molto più simile agli esseri umani che non ai topi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...