L’ultima riga delle favole Massimo Gramellini

Casa editrice Longanesi

pagine 267

Prezzo 16,60 €

Questo è il secondo libro che leggo di Gramellini. È una favola moderna su un tema antico come il mondo: il nostro rapporto con gli altri, il nostro atteggiamento nei confronti dell’amore e la ricerca dell’anima gemella. Tomas potrebbe essere uno qualunque di noi: ha pochissima autostima, sempre insoddisfatto, spesso fa di tutto per sabotare le sue relazioni con donne che non sono mai adatte a lui finché un giorno si trova un un luogo assurdo, Le terme dell’anima, dove compirà un percorso che lo porterà a ritrovarsi, a capire lo scoop della sua vita, il suo talento e a dare delle risposte alle Domande che ognuno di noi si è fatto mille volte: che senso ha la sofferenza che proviamo? Si può trovare davvero l’anima gemella? Si possono far avverare  i sogni?

Durante il suo cammino di rigenerazione Tomas incontra altri personaggi che come lui stanno facendo un tentativo per ritrovare se stessi e viene aiutato da alcune figure molto particolari come il Direttore, l’Allenatrice o il Medico delle Acque, che dispensano al protagonista delle vere e propre perle di saggezza.

“Chi non si vuole bene attira solo pensieri che lo faranno stare peggio. E chi si ama in modo sbagliato incontrerà solo persone che lo ameranno per le ragioni sbagliate. È la legge dell’amore e non ammette eccezioni.”

“Ti innamori di una persona sbagliata perché ti conferma nell’idea negativa che hai di te. L’amore disperato sembra sempre il più passionale. Ma la persona giusta è soltanto quella che combacia con le tue energie interiori.”

Gramellini scrive pagine che tramettono un piacevole senso di tranquillità e serenità, condite qua e là con un delizioso senso dell’umorismo. Per questo mi sono sorpresa a sorridere spesso mentre seguivo le vicende di Tomas, un personaggio molto ben riuscito in cui è facilissimo e quasi automatico riconoscersi. Questo libro è una favola moderna dalle cui pagine fanno capolino ogni tanto anche i protagonisti delle storie che ci hanno tenuto compagnia durante l’infanzia, come Pinocchio e la Fata Turchina o Biancaneve. Tutto ciò da’ al testo quella leggerezza che non è certo superficialità, come diceva Calvino, ma significa “planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

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